ZAMALEK, OPERAZIONE CONFEDERATION CUP

L’eterno duello tra ZamalekAl-Ahly, in Egitto, nasce dal desiderio di supremazia nazionale, ma vive e si nutre anche della quantità di titoli internazionali conquistati dalle due formazioni più celebri del Cairo.
L’Al-Ahly, con otto CAF Champions League in bacheca, è il club africano più vincente di tutti i tempi, ma lo Zamalek non è da meno: i Cavalieri Bianchi, infatti, hanno sollevato cinque volte la competizione regina del continente africano, a cui si aggiungono 3 Supercoppe africane e una vecchia Coppa delle Coppe della CAF.

Una lunga storia di trionfi iniziata nell’ormai lontano 1984, quando lo Zamalek sale per la prima, storica volta sul tetto d’Africa, superando i nigeriani dello Shooting Stars nella finale dell’allora Coppa dei Campioni africana sia all’andata che al ritorno: 2-0 al Cairo con doppietta di Gamal Abdel-Hameed, uno dei pochi giocatori ad aver indossato la maglia di entrambi i giganti del Cairo; 1-0 ad Ibadan, in Nigeria, propiziato da un’autorete del difensore Ogbein Fawole. Solo l’inizio di un lungo calvario per lo storico capitano del Shooting Stars, ingiustamente massacrato dalla stampa all’indomani della partita (le colpe, secondo le cronache dell’epoca, erano da attribuire in gran parte al portiere), diventando da allora, per tutti, semplicemente “gba wole”, ovvero qualcosa come “colui che se l’è buttata dentro” in lingua locale.

Dodici anni più tardi, nel 1996, va in scena la rivincita. Il presidente del Shooting Stars, Taiwo Ogunjobi, ha mal digerito la disfatta del 1984 e non vuole correre rischi: deve essere certo della vittoria.
Per riuscire nell’intento programma durante la finale una seduta di preghiera collettiva a Ibadan, e prima della partita, convince addirittura tutta la squadra a sdraiarsi sul lettino di uno psicologo per lavorare sull’autostima, organizzando una seduta collettiva di training autogeno. Ma a trionfare sono ancora una volta gli egiziani. Questa volta, però, con maggiore sofferenza: sconfitti 2-1 a Ibadan dallo Shooting Stars di Babalade e Pam, i Cavalieri Bianchi, allenati dal tedesco Werner Olk, la ribaltano al Cairo, copia-incollando a parti invertite il risultato dell’andata e vincendo la coppa ai calci di rigore (5-4).

Così come successo anche nel 1986 contro l’Africa Sports di Abidjan. Dopo aver vinto 2-0 al Cairo grazie alla doppietta di Ayman Younes, famoso per aver segnato nel 1990 il gol più veloce della storia dell’Egyptian Premier League, lo Zamalek viene rimontato in Costa d’Avorio, ma si salva in calcio d’angolo, riuscendo a portare a casa la pelle, e la coppa, dagli undici metri. Avversario diverso, i ghanesi dell’Asante Kotoko, ma stesso epilogo nel 1993: doppio 0-0 e lotteria dei calci di rigore ancora una volta favorevole ai Cavalieri Bianchi, trascinati dall’attaccante nigeriano Emmanuele Amuneke, oggi commissario tecnico della Tanzania.

La coppa, conquistata pure nel 1996, torna nella bacheca dello Zamalek nel 2002, per la prima volta con la nuova denominazione di CAF Champions League, istituita dopo il restyling del 1997.
A inchinarsi ai White Knights, vincitori due anni prima di una delle ultimissime edizioni della Coppa delle Coppe d’Africa, sono i marocchini del Raja Casablanca, superati con un gol di Taher Abdel Amid al Cairo dopo un pari a reti inviolate in Marocco.

Successivamente lo Zamalek si è portato a casa anche la relativa Supercoppa africana, addizionandola a quelle conquistate nel 1994 e nel 1997, e raggiunto un’altra finale di CAF Champions League nel 2016 (persa coi sudafricani del Mamelodi Sundowns).
L’unica coppa CAF su cui il club di Giza non ha ancora messo le mani è la Coppa della Confederazione, partorita nel 2003 dalla fusione di due trofei ormai defunti: la Coppa della CAF e la Coppa delle Coppe CAF. Una macchia da cancellare, un vuoto storico nella bacheca, da riempire vincendo la finale con i marocchini della Renaissance Sportive Berkane, la prima di CAF Confederation Cup a cui parteciperà la squadra fondata nel 1911 col nome di Kasr El-Nil.

“Ho piena fiducia nei ragazzi”, ha dichiarato convinto il tecnico elvetico Christian Gross, pronto a sopperire all’emergenza in porta (squalificato il titolare Genesh e infortunato il sostituto El-Sayed), lanciando nella mischia il 21enne Omar Salah.
La missione si preannuncia complicata, ma lo Zamalek può trovare conforto nella storia. Quando hanno incrociato le marocchine, in oltre trent’anni di storia, quasi sempre i Cavalieri Bianchi del Cairo sono usciti con il sorriso dal campo: delle 17 gare giocate finora, infatti, lo Zamalek ne ha vinte 10, pareggiate 5 e perse solamente 2.

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Copertina ©Baltimore Sun
Foto 1 ©zamalekfans.com
Foto 2 © Goal.com