RD CONGO, IL CAMPIONATO DEL PARADOSSO

Il 26 gennaio 2019 il presidente della Lega nazionale congolese Bosco Mwehu ha annunciato in una conferenza stampa ad hoc l’accordo tra la LINAFOOT e due emittenti televisive, Heritage TV e Digital Congo, per la trasmissione del girone di ritorno della Vodacom Ligue 1, il campionato della RD Congo.
Si parla di accordo perché non si tratta di una vera e propria cessione dei diritti TV. Heritage TV e Digital Congo non dovranno sborsare denaro. La LINAFOOT ha optato per questo accordo per dare finalmente visibilità al proprio campionato e al proprio sponsor.

In ogni caso, questo annuncio rappresenta un passo in avanti sostanziale per il campionato, che sta attraversando un periodo di crescita paradossalmente più lento di quanto potremmo aspettarci osservando le statistiche della IFFHS. Secondo il report del 20 gennaio della Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio, infatti, la Vodacom Ligue 1, che prende parte del nome dalla compagnia di telefonia mobile sudafricana, è il terzo campionato migliore d’Africa e il 32° nel mondo. Guardando ai risultati sportivi questo piazzamento non sorprende.

Dal 1958, anno di fondazione del campionato, le squadre congolesi hanno conquistato sei CAF Champions League (5 il TP Mazembe e 1 l’AS Vita), due Confederation Cup (entrambe il Mazembe), una Coppa delle Coppe africana (Mazembe) e tre Supercoppe (tutte il Mazembe); hanno raggiunto altre quattro finali di Champions (2 il TP Mazembe e 2 l’AS Vita), una di Confed Cup (l’AS Vita nel 2018), una di Coppa delle Coppe (il Motema Pembe) più le tre di Supercoppa perse dal Mazembe.

Come abbiamo visto, l’elenco dei successi ottenuti nel corso degli anni dalle squadre congolesi riguarda quasi esclusivamente il TP Mazembe, vincitore di undici dei dodici trofei internazionali dei club della RD Congo, il che la rende la seconda squadra africana più titolata dietro all’Al Ahly (20). Ciò ci spinge a osservare con attenzione un’altra classifica, quella relativa ai club.
Se TP Mazembe e AS Vita entrano nella top 20, per trovare il terzo club congolese, il Motema Pembe, bisogna scendere alla posizione numero 87.

Ora, allargando l’immagine del torneo locale, la posizione della Vodacom Ligue 1 nel ranking IFFHS continua a non sorprenderci? Come si spiega questa discrepanza? Lo abbiamo chiesto a Michel Tobo, direttore di foot.cd e punto di riferimento del giornalismo congolese.

“La Ligue 1 della RD Congo è ancora oggi un campionato amatoriale”,

ci ricorda.
“Nonostante il loro blasone e i loro successi – continua –, TP Mazembe e AS Vita dal punto di vista normativo sono due società amatoriali. Vengono gestiti come club professionistici, ma si muovono all’interno di un campionato dilettantistico”.

E come sopravvivono?

“Sopravvivono grazie allo sforzo delle loro proprietà. Gli sponsor ci sono ma le cifre incassate sono esigue e non riescono a coprire nemmeno le spese di gestione”.
Così come quelle elargite dalla Vodacom, lo sponsor del campionato locale dalla stagione scorsa: 1,5 milioni di dollari che servono solamente a coprire i costi di gestione del torneo, degli arbitri e dell’organizzazione del gala di fine stagione. I club faticano a trovare dei partner commerciali, perché come rivela Tobo “le istituzioni non facilitano le operazioni, non offrono nessuna garanzia agli investitori”.

Questo fa sì che in un paese con una superficie di 2.345.409 kilometri quadrati che impone trasferte lunghe e spesso economicamente proibitive, il calcio trovi difficoltà a decollare. Le squadre, ad eccezione di TP Mazembe e AS Vita, rischiano spesso di non arrivare a fine campionato.
Le meno ricche (eufemismo) non possiedono nemmeno le risorse per pagare i propri giocatori, che vengono retribuiti attraverso premi partita che possono variare dai 30 ai 100 dollari in base al risultato.

Una situazione complicata che ha spesso costretto la LINAFOOT a un cambio di format del campionato: si è passati più volte da una struttura tripartita iniziale (divisa in est, ovest e centro-sud) con girone unico nazionale a un unico girone nazionale e viceversa.
Dunque non è un caso, considerando tutti gli elementi in gioco, che in queste condizioni anche il TP Mazembe, dominatore in Africa, non riesca a monopolizzare il campionato locale. Pur trovandosi in testa per numero di titoli conquistati (16), non è molto distante dall’accoppiata AS Vita e Motema Pembe fermi rispettivamente a 14 e 12.

“Viviamo una situazione paradossale: c’è una differenza come tra il giorno e la notte tra risultati sportivi e risultati economici”, conclude Tobo.
Ed è così che i club meno abbienti – diciamo la quasi totalità escluse le società sopra menzionate – finisce per prediligere i campionati regionali e provinciali. Meno costi, più opportunità.

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