Football Safari: Premier League Sudafrica

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La Premier League del Sudafrica è considerata, assieme al campionato egiziano, il torneo più glam e attraente d’Africa. Lo testimoniano gli accordi commerciali e televisivi: non a caso, nel 2007, l’emittente a pagamento Supersport ha sborsato la cifra record di 195 milioni di dollari per assicurarsene i diritti televisivi.
Tutto questo non solo perché la ABSA Premier League riesce a trattenere in patria la gran parte degli elementi della nazionale, ma anche grazie alla presenza di rivalità millenarie e sentitissime. Quelle per intenderci in grado di solleticare i palati degli spettatori internazionali, come il caso del derby di Soweto, trasmesso in diretta in oltre 40 paesi.

Nell’ultimo capitolo dell’appassionante saga, cominciata nella tentacolare township alle porte di Johannesburg dopo una storica scissione degli anni ’70, non ci sono stati né vincitori né vinti.
Gli Orlando Pirates, però, possono dirsi più soddisfatti dal risultato rispetto ai Kaizer Chiefs, settimi in classifica e lontanissimi dalla vetta. I Bucaneers, fondati nel 1937 allo scopo di diventare un punto di riferimento per la comunità nera durante il periodo dell’apartheid e il cui nome si ispira al titolo di un famoso film di Errol Flynn, conservano così l’imbattibilità cittadina, ormai arrivata a dodici derby senza sconfitte; un brutto colpo per i Chiefs, partoriti dalla scissione traumatica voluta dall’ex idolo dei Pirates Kaizer Motaung, ancora oggi presidente dell’Amakhosi, letteralmente capo in lingua zulu.

Il pari, inoltre, non allontana i Pirates (attualmente terzi) dalla vetta della classifica nella Premier League del Sudafrica, anzi li avvicina. Nonostante il vantaggio iniziale firmato dal solito Gift Motupa, la sorprendente capolista Bidvest Wist, la squadra legata a doppio filo all’Università del Witwaterstrand capace di vincere il suo primo titolo due anni fa, infatti, è crollata (2-1) sotto i colpi dell’Highlands, una delle tante realtà di Johannesburg e vecchio giocattolino del leggendario Jomo Sono.

Tuttavia il tecnico Gavin Hunt non pare preoccupato e tranquillizza l’ambiente, preferendo subito voltare pagina: “Mancano ancora dieci partite e tutto può accadere”.
Dieci partite, tra cui, soprattutto, il big match di settimana prossima con il Mamelodi Sundowns, secondo a meno tre ma virtualmente primo: gli uomini dell’iconico Pitso Mosimane, il tecnico più vincente della storia dei Brazilians a cui hanno dedicato pure un mastodontico murales nella sua città natale, infatti, hanno ben tre gare da recuperare.

Il Mamelodi Sundowns sono la seconda squadra sudafricana ad aver alzato al cielo la CAF Champions League dopo il trionfo dei Pirates nel 1995.
Rimasti orfani di due totem come Percy Tau, andato a cercar fortuna in Europa, e lo zimbabwiano Khama Billiat, passato in estate (inverno australe) ai Chiefs,  grazie anche alla vena realizzativa della strana coppia formata da Maboe e l’argentino Tade sembrano essere comunque la squadra più attrezzata per tagliare prima di tutti il traguardo, così come hanno fatto già otto volte.
Un record: nessuno, infatti, da quando le varie leghe sudafricane sono state riunificate nel 1996 per dare vita alla National First Division, ha saputo fare di meglio nella Premier League del Sudafrica.

Le reti di Maboe e Tade, bomber argentino che ha segnato caterve di reti nel campionato neozelandese con le maglie di Wellington e Auckland City (con cui ha partecipato anche a svariati Mondiali per club) prima di essere portato in Sudafrica dall’Amazulu, spingono in alto i Brazilians.
Quelle del capocannoniere Tshegofatso Mabaso, invece, permettono di sognare un piazzamento continentale al Bloemfontein Celtic, la squadra della capitale giudiziaria della nazione arcobaleno, fondata ad inizio anni ’80 sul modello della più celebre formazione scozzese. Per un posto in CAF Champions League, o anche CAF Confederation Cup, la bagarre nella Premier League del Sudafrica è appena iniziata.

Così come si sgomita per evitare la retrocessione nelle zone calde della classifica, dove il Maritzburg con i suoi miseri 14 punti sembra ormai spacciato. Bella e accattivante, invece, la lotta per la sopravvivenza tra Free State Stars, Baroka, che l’anno scorso ha vinto il primo titolo della sua storia (la Coppa di Lega), Chippa United e i Black Leopards.
Anche se quest’ultimi al tavolo della salvezza possono giocarsi un asso nella manica che gli altri non hanno: lo zambiano Mwape Musonda, il capocannoniere del torneo con otto centri, in coabitazione con Mabaso del Bloemfontein Celtic.

Credits
Copertina ©Twitter
Soweto Derby ©Goal.com
Murales Motsimane ©Soccerladuma.co.za
Tshegofatso Mabaso ©Fourfourtwo.co.za

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