Michael Olunga, l’ingegnere che fa sognare il Kenya

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Il primo derby dell’Africa orientale in Coppa d’Africa da 43 anni a questa parte se l’aggiudica il Kenya. La Tanzania ha assaporato a lungo il gusto della vittoria, passando due volte in vantaggio con Msuva e Samatta, ma non aveva fatto i conti con Michael Olunga. È stato l’attaccante di Nairobi, attualmente in forza ai giapponesi del Kashiwa Reisol, a calare la doppietta decisiva, regalando la vittoria alle Harambee Stars dopo 15 anni di digiuno: l’ultimo trionfo kenyota in questa manifestazione, infatti, era arrivato nel 2004 con il Burkina Faso, un successo peraltro ininfluente ai passaggio del turno. Questa volta, invece, il 3-2 rifilato alla Tanzania consente al Kenya di accarezzare l’idea del passaggio del turno, un confine mai oltrepassato nelle precedenti cinque partecipazioni alla Coppa d’Africa: “È stata una partita pazzesca, folle, ma per fortuna abbiamo ottenuto un risultato molto importante per noi“, ha spiegato entusiasta in mix zone Sébastien Migné, il commissario tecnico francese del Kenya.

Alla vigilia, anche lo stesso Olunga si era soffermato sull’importanza della gara con la Tanzania, ribadendo quanto ci tenesse far bene in questa partita, considerata diversa dalle altre per via delle rivalità sportiva tra le due nazionali: “I tanzaniani sono i nostri vicini, quindi ci teniamo a far bene con loro“. E ci è riuscito alla grande, mettendo in mostra un’invidiabile campionario di colpi: prima ha riportato la gare in equilibrio con una rovesciata, disegnata coordinandosi in un amen a dispetto di un fisico  allampanato, poi ha scoccato la freccia del 3-2 con un sinistro chirurgico. Grazie a questa doppietta Olunga non solo si è guadagnato la palma di migliore in campo del match con la Tanzania, ma è diventato anche il miglior marcatore delle Harambee Stars in Coppa d’Africa, scavalcando gente come Jonthan Niva, Daniel Arudhi, Peter Ouma, Michy Weche, Emmanuel Ake, Dennis Oliech e Johna Baraza: “Voglio ringraziare Dio per la vittoria. Questa era una partita da vincere a tutti i costi“, ha commentato il bomber kenyota a The Nation, prima di dedicare la doppietta alla madre.

Sbocciato nella Liberty Sports Academy, Olunga ha capito di poter fare del calcio il suo mestiere ai tempi del Tusker, ma non ha mai pensato un solo istante di abbandonare lo studio. Anzi, ha saputo conciliare con maestria le due cose, tanto da laurearsi all’Università Tecnica di Nairobi e guadagnarsi il soprannome di “ingegnere”, come lo chiamano oggi i compagni di squadra: “Ho preso la mia educazione molto sul serio. Ho avuto sempre come priorità il calcio, ma non per questo mi sono sentito autorizzato a saltare delle lezioni. Mi sono laureato ai tempi del Thika, prima di trasferirmi al Gor Mahia“, ha raccontato in una vecchia intervista.

Non, però, le classiche dichiarazioni di circostanza, come testimonia uno degli aneddoti più famosi della biografia di Olunga. Una volta Raila Odinga, uno dei politici più in vista del Kenya e grande tifoso del Gor Mahia, aveva organizzato un banchetto nella sua villa, invitando tutta la squadra del K’Ogalo, la più blasonata del paese. Lo stesso giorno, però, nell’agenda di Olunga c’era un importante esame universitario da affrontare. L’attaccante non si è posto neanche la scelta, disertando il meeting con Odinga per recarsi in facoltà: “Puoi indovinare cosa scelsi di fare. Gli esami erano la mia priorità“, ha ricordato scherzando.

A portarlo in Europa, sborsando sull’unghia 4 milioni scellini kenyoti, l’equivalente di circa 350 mila euro, sono stati gli svedesi del Djurgårdens, ma è in Spagna che Olunga ha reso orgoglioso di sé tutto il popolo kenyota.  Un anno e mezzo fa, quando vestiva la maglia del Girona, ha segnato una tripletta all’esordio con il Las Palmas, diventando il primo giocatore kenyota a segnare nella Liga spagnola, oltre che il primo giocatore del Girona a realizzare un hattrick nel massimo campionato spagnolo. Un’impresa leggendaria, talmente grande da mettere d’accordo persino il presidente Uhuru Kenyatta e Raila Odinga, politici da sempre rivali, ma per una volta uniti nel fargli i complimenti sui social.

Credits
Copertina ©SuperSport
Foto 1 ©Alex Alija Čizmić / Calcio Africano

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