MC Alger-JS Kabylie: all’origine del classico dei classici algerino

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Il 9 dicembre 1962, pochi mesi dopo l’indipendenza algerina ottenuta dalla Francia dopo una lunga e sanguinosa guerra, in Algeria non è un giorno come gli altri: per la prima volta, infatti, nel nuovo campionato si affrontano JS Kabylie e MC Alger.

In quel momento non sono ancora il club più blasonato e quello più titolato d’Algeria, cosa sulla quale i tifosi continuano a stuzzicarsi ancora oggi, ma rappresentano già due realtà agli antipodi.
In campo c’è anche la politica: da una parte i gialloverdi di Tizi Ouzou, la città delle ginestre nel cuore della Cabilia, una regione tanto enigmatica quanto desiderosa di mantenere una certa autonomia; dall’altra il Mouloudia Club d’Alger, che quattordici anni più tardi sarebbe diventata la prima squadra algerina a conquistare la Champions africana, a simboleggiare il potere centrale della capitale Algeri.

Quel giorno quando la JS Kabylie, dopo aver rimontato dallo 0-3 al 3-3, trova addirittura il gol del sorpasso, scoppia il pandemonio e tutte le questioni in sospeso emergono prepotentemente a galla.
I tifosi del JSK invadono il terreno di gioco, mentre i giocatori rossoverdi si producono in una vergognosa caccia all’uomo contro l’arbitro, reo di aver convalidato la rete del 4-3 e costretto a rifugiarsi negli spogliatoi per salvare la pelle.

È uno dei giorni più bui della storia del calcio algerino: alcuni giocatori del Mouloudia, come Mohammed Belahcene e Ali Berrekia, vengono radiati a vita dall’attività agonistica, la gara viene rinviata e la Commissione Disciplinare della Lega apre un’inchiesta, passata alla storia come “Affaire 107”: “È chiaro che un popolo si giudica anche da come si comporta negli stadi“.

Nel recupero della gara, giocata a porte chiuse sul neutro di Mèneveille, la vittoria conquistata sul campo nel primo round dalla JS Kabylie verrà declassata ad un pareggio, permettendo al MCA di rimanere in cima alla classifica e segnando l’inizio di una delle rivalità più accese e vibranti del Nordafrica.

Ne è la prova il fatto che pochissimi calciatori, nel corso di oltre mezzo secolo, hanno vestito entrambe le maglie. Due soltanto, inoltre, sono riusciti ad incidere con dei gol in tutti e due i sensi della classicissima: Mourad Aït Tahar negli anni ’90 e Farouk Belkaïd in tempi più recenti.

Credits
Copertina ©Algerie Focus

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