MAURITANIA, OBIETTIVO COPPA D’AFRICA

Alla fine del 2012, quando per i Maya era prevista la fine del Mondo, la nazionale della Mauritania ha toccato il fondo, precipitando al posto numero 206 del Ranking FIFA. Ma c’è di più: dal 2008 al 2012 i gialloverdi di Nouakchott, infatti, hanno giocato solamente una partita. Un pareggio a reti bianche in amichevole con la Palestina, con la federazione sospesa a più riprese a causa di endemici problemi organizzativi e una situazione finanziaria a dir poco disastrosa.
Comprensibilmente in quel periodo attorno ai Mourabitounes, come sono soprannominati i giocatori in omaggio alla vecchia dinastia berbera degli Almoravidi, si addensavano le nubi più cupe e una rinascita sembrava impossibile. O quantomeno complicata nel breve termine.

Un evento, però, ha accelerato di colpo la risalita dagli inferi: la nomina come allenatore di Corentin Martins nell’ottobre del 2014. Il tecnico francese, ex centrocampista di Brest, Auxerre e Deportivo la Coruña, ha dato un impulso vitale non solo alla nazionale, ma a tutto il movimento calcistico mauritano, venendo subito accolto calorosamente dal popolo della Repubblica Islamica a dispetto della vulgata comune:

“La Mauritania? Non è per nulla stressante. A Nouakchott, o anche altrove, non avverto alcuna ostilità, nessuna minaccia”,

ha assicurato in un’intervista a So Foot, rispondendo ad una domanda in cui gli veniva chiesto se si sentisse al sicuro dato il suo status di cittadino occidentale in una repubblica flagellata in passato dal terrorismo di matrice islamica e in cui per alcuni reati vige ancora la pena di morte. Una domanda non casuale: nel 2008, infatti, quattro turisti francesi vennero uccisi nella regione di Aleg, nel sud del Paese, costringendo il governo francese a cancellare la Parigi-Dakar di quell’anno e convincendo gli organizzatori a cambiare itinerario e migrare in Sudamerica.

La prima parte del lavoro di ricostruzione della nazionale mauritana, tuttavia, l’ha sbrigata un altro francese, Patrice Neveu, battendo in rimonta il Senegal in una sfida caratterizzata dalle schermaglie dialettiche tra i due allenatori sul Ramadan, e qualificando così nel 2013 la Mauritania al Campionato delle Nazioni Africane (il primo grande torneo a cui hanno partecipato i gialloverdi).
Subito dopo Martins ha ereditato il timone dei Mourabitounes: “Ho accettato sapendo che ci sarebbe voluto del tempo e che sarebbe stato comunque molto complicato. La squadra aveva giocato solo una partita dal 2008, ma in poco tempo la selezione maggiore, composta esclusivamente da giocatori locali, è tornata attiva.”

“In quel periodo ho assistito a innumerevoli gare di campionato, organizzato stage e lavorato sulla cementazione del gruppo, ma parallelamente mi sono occupato anche di dare una struttura alle varie categorie giovanili”,

ha ricordato Neveu, ex tecnico anche di Niger, Guinea e Repubblica Democratica del Congo, adesso fresco allenatore dei guineani dell’Horoya.
I Mourabitounes, nati subito dopo l’indipendenza del 1960 e affiliatisi alla FIFA nel 1964 (dal 1972 anche alla CAF) non hanno mai preso parte ad una Coppa d’Africa, né tanto meno ad un Mondiale.

Con Martins in plancia di comando, invece, entrare nel tabellone principale della più prestigiosa competizione del Continente Nero non pare essere più un’utopia. Con lui in panchina, infatti, i gialloverdi hanno preso l’ascensore e scalato vertiginosamente il ranking FIFA, toccando l’apice circa un anno fa, quando si sono arrampicati fino al gradino numero 81, per poi assestarsi intorno ad una comunque onorevole centesima posizione.
Niente meglio di un’intervista concessa a Jeune Afrique, nell’agosto 2015, dall’allora capitano Moussa Bagayoko può aiutare a capire come dal 2011 in poi il mondo per i giocatori mauritani sia completamente cambiato: “I Mourabitounes sono finalmente diventanti una squadra credibile. Molto è cambiato dal 2012, anche grazie a Neveu e Martins: in termini di viaggi, assistenza, alloggio e premi, tutto è diventato più serio.”

“I giocatori sono messi nelle giuste condizioni per lavorare. Per noi locali è un vantaggio non da poco. E gli internazionali che sono in Europa, invece, possono vivere in un ambiente professionale che ricorda il loro club estero.”

Una mano, a Corentin Martins, è arrivata anche dalla federazione, che pure ad inizio gennaio dopo una CHAN fallimentare disputata in Marocco gli ha tolto l’incarico di selezionatore della “squadra locale”, mantenendolo però a capo della selezione maggiore per “assicurare la stabilità dello staff tecnico dal momento che la squadra sta ben figurando nelle qualificazioni alla CAN 2019”.

Nel Giugno del 2016, durante la sedicesima assemblea generale della FFRIM (la federazione mauritana), il presidente Ahmed Ould Yahya, famoso per aver ordinato l’interruzione anticipata di una finale di Supercoppa perché preoccupato dagli impegni istituzionali del Presidente della Repubblica Abdel Aziz seduto accanto a lui (anche se poi ha smentito categoricamente), ha infatti presentato un dettagliatissimo e ambizioso progetto per lo sviluppo e il rilancio del calcio mauritano. Ha promesso allettanti bonus in denaro alle realtà più virtuose e vincenti del campionato e sovvenzionato corsi di formazione di alto livello per funzionari federali, ma soprattutto per tecnici, arbitri e medici.

Fondamentale, secondo Yahya, è riuscire ad attirare sponsor, come Mauritel, la principale società di telecomunicazioni del Paese, UNICEF e Attijara Wafa Bank:

“L’obiettivo è fare del campionato mauritano uno dei più competitivi di tutta l’Africa”.

Senza trascurare, naturalmente, gli investimenti nelle infrastrutture: negli ultimi anni, infatti, è stato costruito un nuovo stadio a Zouerate, avviata la ristrutturazione di quello del Nouadhibou, uno dei club più popolari del paese e ultimo campione del torneo locale, ma soprattutto è stata inaugurata nell’ottobre di un anno fa l’Accademia della FFRIM, una sorta di Coverciano mauritana, dimora di tutte le selezioni mauritane situata nel cuore del Centro Tecnico Federale e composta da otto campi da allenamento, uno stadio da 8000 posti e un complesso alberghiero dove far alloggiare i calciatori durante i ritiri.

Nulla è lasciato al caso per quanto riguarda la formazione dei giovani, sia dal punto di vista sportivo che da quello umano: l’educazione didattica dei più piccoli è curata dal gruppo scolastico Al Baraka, con cui la federazione ha stipulato una convenzione a lungo termine, mentre uno dei fiori all’occhiello della FFRIM è l’archivio video, dentro cui sono conservate innumerevoli pellicole di partite nazionali e internazionali giocate dalle selezioni giovanili allo scopo di poter seguire passo dopo passo il processo di crescita e formazione delle nuove leve dei Mourabitounes.

Non a caso, dunque, la Mauritania ha vinto tre gare su quattro e in questo momento guida il gruppo I delle qualificazioni alla Coppa d’Africa davanti a Burkina Faso, Angola e Botswana. Eppure Martin preferisce mantenere i piedi per terra, anche se alla fine, come lui stesso ha ammesso, il rinnovo del contratto è arrivato quasi esclusivamente per centrare questo storico obiettivo:

“Nel 2014 avevo firmato un contratto di due anni, ma come ho detto al Presidente della Federazione mi sarebbe piaciuto continuare perché sentivo che il team non aveva raggiunto l’apice del suo potenziale. Spero che i risultati futuri confermeranno che avevo ragione.”

Credits
Copertina ©Afrique.le360.ma
Nouakchott – Foto 1 ©Wikipedia
Patrice Neveu – Foto 2 ©Africatopsports.com
Corentin Martins – Foto 3 ©Wmaker.net