Binazionali: Malcuit e i suoi fratelli

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Tanto rumore per nulla. Negli scorsi giorni la convocazione di Kevin Malcuit da parte del Marocco per le amichevoli con Gabon e Libia ha fatto parecchio discutere, ma alla fine il terzino del Napoli ha deciso di rifiutarla, preferendo aspettare una chiamata della Francia: “I Bleus sono per me un sogno ed un obiettivo“, aveva confessato qualche mese fa Malcuit a France Football.

Non è comunque una sorpresa per Vahid Halilhodžić, il nuovo commissario tecnico bosniaco dei Leoni dell’Atlante: più volte, infatti, nei giorni scorsi l’agente del terzino partenopeo Bruno Satin aveva fatto il pompiere, lasciando intendere come in cima alla lista delle preferenze del suo assistito ci fosse sempre la Francia.
Dalle parti di Casablanca, comunque, non si disperano: quella fascia, dopotutto, è il feudo personale di un pilastro come Achraf Hakimi, reduce da un’esaltante settimana con il Borussia Dortmund condita da tre gol tra Champions e Bundesliga.

Diversamente, invece, Ansu Fati sarebbe stata la stella indiscussa della Guinea Bissau, ma il gioiellino del Barcellona non ha resistito alla tentazione di giocare il prossimo Mondiale U17 con la Spagna, Paese in cui si è trasferito all’età di sei anni: “Mi sento spagnolo“, ha dichiarato il canterano azulgrana, stroncando in parte i desideri del padre, che sognava per lui un futuro nella nazionale portoghese.

Un altro ragazzo prodigio, Tammy Abraham, protagonista di uno scintillante avvio di stagione con il Chelsea, non ha ancora deciso cosa fare del proprio futuro sospeso a metà tra Nigeria e Inghilterra, ma la convocazione del ct inglese Gareth Southgate per le gare con Repubblica Ceca e Bulgaria lo ha messo davanti ad un bivio, allontanandolo dalle Super Eagles.
La scelta di  Southgate arriva alla fine di un percorso tecnico, iniziato con le giovanili e proseguito nelle amichevoli con Germania e Brasile giocate da Abraham nel 2017, e non va interpretata come un dispetto alla Nigeria: “Non lo abbiamo convocato per strapparlo a qualcuno. Non è etico ragionare in questo motivo. Questa è una grande opportunità per Tammy“, ha spiegato il commissario tecnico dei Tre Leoni alla BBC.

Intanto qualcuno in Algeria sta pensando di arruolare in futuro il talento del Lione Houssem Aouar, ma Djamel Belmadi ha già spento gli entusiasmi, invitando tutti a fare un sano bagno di realismo: “Aouar è nel giro delle giovanili francesi, è quasi impossibile pensare che possa giocare per noi“.
Un po’ quello che tutti sanno, ma che in pochi hanno il coraggio di esprimere con così tanta franchezza: per i figli della diaspora, che si sono formati in Europa, le selezioni africane d’origine sono nella stragrande maggioranza dei casi considerate opportunisticamente come delle soluzioni di ripiego, dei piani B da vagliare solo in extrema ratio per non perdere la visibilità offerta da una vetrina internazionale.

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Copertina ©Fanpage

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