Luís Leal, il bomber giramondo di São Tomé e Príncipe

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Luís Leal non ha problemi ad ammettere che il senso dell’orientamento non è il suo forte. In un’intervista rilasciata due anni fa al quotidiano sportivo argentino Olé ha infatti spiegato che muoversi nel puzzle di quartieri di Rosario non è semplicissimo, almeno senza GPS. Eppure, se c’è qualcosa in cui il centravanti del Newell’s Old Boys è veranmente imbattibile, è il senso dell’adattamento: a trentadue anni ha già giocato quattordici squadre e otto nazioni diverse.

Figlio dello straordinario settore giovanile dello Sporting Lisbona, ha trascorso nella classe media del calcio portoghese la prima parte della propria carriera, poi, non essendo riuscito a realizzare il suo sogno di giocare nella prima squadra di una delle tre grandi di Portogallo, a 27 anni ha cominciato a girare il mondo: prima l’Arabia Saudita, dove ha vinto un campionato con l’Al-Ahli, poi l’Ittihad Kalba, negli Emirati Arabi Uniti.
E ancora: un prestito in Turchia al Gaziantepspor, l’esperienza a Cipro nell’APOEL, la Copa Libertadores giocata con i paraguayani del Cerro Porteño e la parentesi in Messico al Chiapas, prima di stabilirsi alla Lepra, dove gioca da due anni.

La sua carriera è alimentata da un forte spirito di avventura, che lo ha portato a giocare in tre continenti diversi e difendere la Nazionale di un quarto: quella di São Tomé e Príncipe, il piccolo arcipelago africano al largo del Golfo di Guinea, da cui provengono i suoi genitori, migrati nell’area metropolitana di Lisbona.

La storia di São Tomé e Príncipe coincide con la lunga e dolorosa colonizzazione portoghese, iniziata nel XV secolo – con la scoperta dell’arcipelago praticamente disabitato – e dissolta con la Rivoluzione dei Garofani, sulla spinta dei gruppi indipendentisti di ispirazione marxista che, tanto nella piccola nazione a cavallo dell’Equatore quanto nelle altre colonie dell’Império, hanno accelerato questo processo.

Ogni volta che ritorno per giocare una partita della Nazionale cerco di sfruttare il tempo a disposizione, mi riunisco con i miei parenti”, ha detto sempre a Olé il capitano e leader tecnico della Seleção dos Falcões e Papagaios, attualmente 190esima nel ranking Fifa.

Luís Leal è il trascinatore di un movimento che, anche a causa di una situazione sociale difficile, non ha gli strumenti per fare un salto di qualità organico: come spesso accade in questi casi, però, i figli di emigrati all’Estero, cresciuti in contesti calcistici più competitivi, danno una boccata d’aria.

Non a caso, è stato proprio Leal a segnare la doppietta esterna con cui São Tomé e Príncipe ha sconfitto a sorpresa le Mauritius, mettendo le basi per il passaggio del turno alla seguente fase di qualificazioni in vista della prossima Coppa d’Africa, nel 2021.
Arrivare in Camerun e sfidare le grandi potenze del continente africano va ancora oltre il sogno, per la Nazionale del piccolo arcipelago, ma la strada, per quanto scoscesa o addirittura impraticabile, passa inevitabilmente per i gol del suo capitano.

Credits
Copertina ©ESPN

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