FOOTBALL SAFARI: LIGUE 1 ALGERIA

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LOTTA AL VERTICE – L’USM Alger, nonostante nell’ultimo turno sia stato fermato sullo 0-0 nella splendida città mediterranea di Béjaïa, mantiene saldamente la vetta della Ligue 1 algerina. Alle sue spalle le inseguitrici si stanno rimboccando le maniche per rendere incandescente la volata finale del campionato.

Più che dagli assalti della JS Kabylie, espressione calcistica della millenaria regione della Cabilia salita per due volte sul trono d’Africa (1981 e 1990), travolta ad Algeri da una doppietta di Zakaria Naidji – il capocannoniere del Paradou giunto a quota 13 reti nel torneo – i rossoneri di Algeri devono preoccuparsi della prepotente rimonta dei campioni in carica del Constantine, letteralmente inarrestabili nell’ultimo periodo.
Il cambio di timoniere è stato un autentico toccasana per i Sanafir, come sono conosciuti i neroverdi di Costantina, la città situata grossomodo sopra le rovine della capitale dell’antico regno di Numidia secondo gli archeologi.

Dallo sbarco dell’ex tecnico di Camerun, Coton Sport ed Étoile du Sahel, arrivato a dicembre per sostituire il condottiero del titolo Abdelkader Amrani, il Constantine ha sempre vinto. Ha inanellato una serie record di undici vittorie consecutive, piazzandosi al terzo posto in classifica (-9 dall’USM Alger, ma con una gara in meno), oltre ad ipotecare il passaggio del turno in CAF Champions League blindando la porta come da tradizione.


IL DRAMMA DEL BELOUIZDAD – Più staccate, a causa di un avvio di torneo non all’altezza delle aspettative, ma ancora pienamente in corsa per un piazzamento continentale ci sono Sétif e Moulodia Club d’Alger.
Il glorioso MCA, fondato al principio degli anni ’20 da patrioti allo scopo di suscitare un risveglio della coscienza nazionale in prospettiva di un futuro riscatto dal giogo coloniale francese, ha una grande tradizione, ma sta vivendo l’ennesima annata di transizione. Tra esoneri forse affrettati, caos dirigenziale e scarsi risultati, nonostante la vittoria con il Medea, infatti, il MCA resta a distanza siderale dai cugini dell’USM.

La piega tempestosa della stagione si era già intuita quando lo scorso ottobre, all’indomani dell’eliminazione dalla fase a gironi della CAF Champions League, la società aveva allontanato il tecnico francese Bernard Casoni.
L’incarico è stato affidato all’ex commissario tecnico della Libia Adel Amrouche, che è riuscito nell’impresa titanica di mettere d’accordo tutta la dirigenza dopo una serie di veti incrociati posti su altri candidati.
Le conseguenze, a distanza di mesi, sono sotto gli occhi di tutti. I rossoverdi, che hanno vinto sette volte il campionato nazionale e sono stati i primi a piantare la bandierina algerina sulla mappa della Coppa dei Campioni africana nel 1976, nemmeno quest’anno, a meno di miracoli, riusciranno a spezzare un digiuno da titolo lungo quasi una decade.

In casi come questo, in una celebrazione della schadenfreude, può essere confortante, se non proprio incoraggiante, guardare a chi sta peggio, specie se quelli sono vicini a te. Lo hanno fatto anche i tifosi del MCA. In occasione della gara di campionato con il Belouizdad (un piccolo centro in provincia di Algeri), hanno srotolato una striscione in cui la scritta in inglese “You’ll be missed” campeggiava sotto il viso birbante di un bambino intento a fare le linguacce. Un gesto per ironizzare sulla difficile situazione del CR Belouizdad, leggendario club sei volte campione d’Algeria, che nelle sue fila ha avuto per un certo periodo anche il mitologico Hacène Lalmas. Adesso, però, il CRB è invischiato nella lotta per non retrocedere, nonostante la prestigiosa vittoria ottenuta nell’ultimo turno sui due volte campioni d’Africa del Sétif.

IL RITORNO DEL BEL ABBES – La salvezza dei Belcoutois, rilevati a ottobre dalla MADAR Holding – l’ex società nazionale dei tabacchi e dei valori bollati – probabilmente, passerà attraverso gli scontri diretti con Tadjenant e soprattutto USM Bel Abbès. Quest’ultimo, che ha conosciuto l’epopea d’oro negli anni ottanta quando era nella mani della società elettrica nazionale, è tornato a rispolverare la bacheca qualche mese fa sollevando la Coppa d’Algeria.
Un risultato accolto con comprensibile delusione dai tifosi della JS Kabylie, l’altra finalista, famosi per aver affrontato senza il minimo tentennamento una delle trasferte più lunghe d’Algeria proprio in occasione di quella finalissima: da Tizi Ouzou, la “città delle ginestre” nel cuore della Cabilia, allo stadio 5 Luglio 1962 della capitale Algeri. Duemila chilometri tutti d’un fiato, in nome di una fede incrollabile, per amore di una squadra simbolo di una regione tanto enigmatica quanto affascinante.

Credits
Copertina ©Les Echos d’Alger

Coreografia tifosi MC Alger ©PicBon
JS Kabylie-USM Alger ©La Gazette du fennec

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