L’eredità di Emmanuel Koum

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Prima di diventare una potenza calcistica africana, sia a livello di nazionale che di club, il Camerun ha faticato non poco ad emergere nel complesso panorama continentale, riuscendo solamente nel 1970 a qualificarsi per Coppa d’Africa.
Nonostante tutto il calcio il livello generale di quelli che saranno i Leoni Indomabili è di alto livello, contraddistinto da diversi talenti che anno dopo anno riescono a trasferirsi nel campionato francese, nuova meta professionale e non solo dopo gli anni di colonialismo.

Uno dei più fulgidi esempio in tal senso è Emmanuel Koum, attaccante completo e prolifico, che già dal 1967 inizia ad essere protagonista nel panorama transalpino, passando dal Oryx Douala al Grenoble Foot 38.
Il suo nome inizia a circolare già due anni prima, quando una sua storica rete aveva deciso la finale di African Champions League contro i maliani dello Stade Malien, in un’edizione che lo vede appena diciannovenne fare la differenza con il compagno di squadra e di reparto Mbappé Léppé.

La militanza nella seconda serie francese lo vede implementare le caratteristiche fisiche ed i rudimenti tecnici appresi in patria, diventando in breve un attaccante di categoria, come dimostrano in pieno le 52 reti messe a segno in tre stagioni.

Il 1970 è anche è per lui un anno di svolta, dal momento che la coppia di commissari tecnici composta da Dominique Colonna e Raymond Fobété decide in inserirlo nei 22 che in febbraio giocheranno in Sudan la Coppa d’Africa, gratificazione ovvia dal punto di vista tecnico, ma non scontata se si considera il regolamento federale camerunense.
La Fédération Camerounaise de Football, recependo le indicazioni della CAF, ha precedentemente deciso che della rosa possono far parte solamente due giocatori militanti all’estero, complicando non poco le scelte dell’allenatore, che propende alla fine per Koum e Gabriel Abossolo. La concorrenza per entrare nei convocati è comunque accesa, tanto che non partono per Khartoum elementi quali Pierre Tokoto, Yebga Maya ed Eugène Njo Léa.

Dopo essersi qualificata battendo Uganda e Zambia, la compagnie camerunese viene inserita nel girone A, con i padroni di casa del Sudan, l’Etiopia e la Costa D’Avorio, con l’esordio proprio contro quest’ultima, trascinata dal fenomenale attaccante Laurent Pokou.
Nel match del Municipal Stadium va in atto un vero testa a testa tra due attaccanti, il già citato Pokou e proprio Koum i quali mettono a segno una doppietta a testa, con la rete Gaston n’Doga ad inframmezzare quelle del compagno e a determinare il successo del Camerun.
La formazione dell’Africa equatoriale ottiene così la sua prima storica vittoria nella competizione, per giunta all’esordio, con l’attaccante del Grenoble autore al 57° del primo gol camerunense nella competizione.

L’attaccante del Grenoble si conferma un mix di potenza e tecnica, sapendo farsi valere anche con avversari più alti e corpulenti, facendo valere il fisico compatto e la capacità di leggere in anticipo le situazioni in campo.
Insieme ai compagni desta un’ottima impressione, nonostante l’eliminazione al primo turno patita a seguito della sconfitta contro il Sudan, dopo che anche l’Etiopia era stata sconfitta per 3-2 (ancora decisivo N’Doga).

Come detto il 1970 è un anno importante nella carriera di Koum, in quanto nell’estate si formalizza il suo passaggio al Monaco, nonostante l’entourage della nazionale ne abbia criticato l’atteggiamento e certe bizze all’interno del gruppo; si sparge infatti la voce che l’attaccante abbia preteso di poter fare ritorno in Francia per giocare con il Grenoble durante il torno continentale, richiesta logisticamente ed economicamente impossibile da esaudire.

In campo l’attaccante di Douala fa comunque di tutto per smentire critiche e voci, trascinando la formazione monegasca alla promozione in Ligue 1 con 20 reti, laureandosi altresì capocannoniere del relativo raggruppamento (al tempo la seconda divisione francese è divisa in tre gruppi geografici). Chi si aspettava un su esplosione anche nella massima serie viene deluso, in quanto per problemi fisici riesce a scendere in campo solamente 11 volte, mettendo a segno comunque 4 reti, non sufficienti per evitare la retrocessione.

I malanni fisici continuano inesorabili, tanto che dopo una stagione con sole 2 presenze termina il suo periodo a Montecarlo, con le successive stagioni ad Arles ed a Chaumont che sembrano essere una pallida replica di quanto invece messo in mostra in precedenza.

Non a caso nel 1972 non viene considerato per l’edizione della Coppa d’Africa ospitata proprio dal Camerun, anche a causa di quella nomea di viziato e spocchioso che di fatto lo ha escluso a prescindere dal rendimento in campo. Quest’ultimo di attesta a livelli discreti con il Chaumont, fino all’inevitabile addio all’attività agonistica deciso del 1978.

Il suo nome resta comunque inserito a caratteri cubitali nella storia camerunense e africana, quale apripista per una generazione fenomenale che proprio alla fine della sua carriera inizierà a scrivere pagine indimenticabili, con Roger Milla a raccogliere il testimone in termini di realizzatore.

Credits
Copertina © Actu Cameroun
Foto 1 © Up Station Mountain Club

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