Bounedjah è inarrestabile

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Baghad Bounedjah non si ferma più. Schierato da Belmadi come punta di diamante di un tridente potenzialmente atomico, con Mahrez e Belaili a fargli da guardaspalle, l’attaccante di Orano ha guidato l’Algeria al successo con il Kenya, segnando su calcio di rigore la rete con cui le Volpi del Deserto hanno incanalato la partita per il verso a loro più congeniale.
Una vittoria non scontata, se si pensa allo scarso feeling dell’Algeria con la gara d’esordio: prima di ieri, infatti, negli ultimi trent’anni solamente una volta le Fennecs avevano vinto al debutto, nel 2015, sotto la guida di Cristian Gourcuff, il padre dell’ex talento inespresso del Milan.

Quest’anno, però, tira un’aria diversa: “Siamo venuti in Egitto con l’intenzione di arrivare lontano. Vogliamo tenere alto il nome dell’Algeria“, ha dichiarato il bomber wahrani (di Orano) a caldo, dedicando la vittoria ai tifosi algerini, che sugli spalti hanno intonato anche La Casa del Mouradia, la famosa canzone di protesta tratta da una famosa serie tv, diventata nell’ultimo periodo la colonna sonora della maggior parte degli stadi algerini.

I numeri recenti di Bounedjah con l’Algeria sono impressionanti.
In soli sedici mesi, per dire, ha scalato posizioni e stravolto gerarchie storiche, diventando l’undicesimo miglior marcatore di sempre della storia della nazionale algerina, a soli due reti dalla top ten occupata da una gloria nazionale come Hacène Lalmas: con quello di ieri sono undici le reti realizzate dalla punta dell’Al Sadd nelle ultime tredici uscite con la nazionale, addirittura otto nelle ultime nove.

La storia di Bounedjah è quella di un bomber esploso tardi, ma con una voglia matta di recuperare tutto il tempo perduto. L’escalation dell’attaccante di Orano, sguinzagliato per la prima volta da Christian Gourcuff nel 2014, è stata travolgente: fino a diciannove anni, infatti, Bounedjah giocava in quinta serie algerina. Otto anni più tardi il suo curriculum sembra quasi quello di un altro: negli ultimi tempi, per dire, ha riscritto un paio di record del campionato qatariota, dove gioca con l’Al Sadd, è stato il capocannoniere nell’ultima edizione dell’AFC Champions League, ma soprattutto è stato miglior marcatore dell’anno solare 2018.

In tutto ciò che è ha fatto ultimamente, Bounedjah ha sempre dato la sensazione di avere una certa impellenza nel riempire al più presto quel gap creato da una carriera partita in ritardo. Il ct Djamel Belmadi lo sa e se lo coccola: “Si sente in ritardo con la nazionale ed ogni volta che scende in campo fa di tutto per mettersi al passo con gli altri“, ha detto Belmadi, ex carismatico centrocampista delle Volpi del Deserto, dallo scorso agosto al timone dall’Algeria con l’obiettivo di porre fine alla strisciante ingovernabilità tecnica degli ultimi anni.
È stato lui a rispolverare Bounedjah dalla naftalina in cui era stato relegato per troppo tempo, mettendolo sin da subito al centro del villaggio, nonostante la presenza nella rosa di altri due attaccanti di livello internazionale come Slimani e Delort.
Sin dai primi allenamenti, del resto, Bounedjah aveva fatto calcisticamente innamorare di sé il commissario tecnico: “Baghdad mi ha subito impressionato per una cosa: la voglia di vincere sempre e ad ogni costo. Non ha tempo da perdere, lo capisci da come si comporta. Non gli interessa chi sarà il suo partner d’attacco, né pone domande, ma vuole solo fare gol“.

Credits
Copertina ©Fox Sport

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