GHANA, BENTORNATO FOOTBALL!

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A ormai dieci mesi di distanza dalla vittoria per 2-0 dell’Ashanti Gold sull’Aduana Stars, l’ultima partita del campionato ghanese prima del lungo ibernamento, il pallone è finalmente tornato a rotolare in Ghana.
Lo scorso giugno il carrozzone era stato arrestato dallo scoppio di un gigantesco e devastante scandalo di corruzione, svelato dal documentario intitolato “When Greed and Corruption Become the Norm“, girato dal noto giornalista investigativo Anas Aremeyaw Anas e proiettato per la prima volta ad Accra qualche giorno prima dell’inizio dei Mondiali. Nella pellicola, tra gli altri, si vede Kwesi Nyantakyi, l’ex patron della federazione ghanese nonché ex vicepresidente della CAF ora radiato a vita dalla FIFA, cascare nella trappola tesagli dai giornalisti, accettando di buon grado una tangente di 65.000 dollari da un membro dello staff investigativo di Anas presentatosi sotto mentite spoglie.

Sin dalla sua elezione a presidente federale nel 2005, Nyantakyi si è sempre professato un paladino dell’anti-corruzione, ma l’immagine di lui con una busta nera di plastica piena di soldi sotto il braccio non ha lasciato nessun dubbio, costringendo all’intervento addirittura il governo.
La reazione non si è fatta attendere. Qualche giorno più tardi Mustapha Abdul-Hamid, il ministro dell’informazione, ha avviato lo scioglimento della federazione per corruzione, annunciato un giro di vite esemplare e disposto la sospensione pro tempore di tutti i campionati: “Il documentario denuncia gravi malfunzionamenti della Ghana Football Association (GFA), caratterizzata da frodi e corruzione diffusa. Per questo il governo ha deciso di sciogliere la Federcalcio”, ha sentenziato il ministro, motivando le sue decisioni.

A settembre, poi, la palla è passata nelle mani di un comitato di normalizzazione composto da quattro membri e istituito di concerto tra la FIFA e il governo ghanese, con il triplice obiettivo di ripulire l’immagine appannata del calcio locale, rivedere lo statuto federale e preparare il terreno per l’elezione di un nuovo presidente federale.
Ad oggi, comunque, su questo ultimo punto regna ancora l’incertezza. L’incarico del Comitato di Normalizzazione è teoricamente scaduto il 31 marzo, ma il mandato è stato prolungato di altri sei mesi, nonostante il NC non abbia ancora stilato un’agenda precisa con i prossimi passi da compiere in questo senso: “Cercheremo di introdurre nuove idee e nuovi regolamenti per rafforzare il calcio ghanese e, naturalmente, quando avremo finito, penseremo a come organizzare le elezioni”, ha spiegato il presidente del NC Kofi Amoah.

Se le elezioni federali appaiono ancora lontane, il processo di individuazione di una data per la ripresa del campionato, necessario per avere dei rappresentanti nelle coppe internazionali, è stato più rapido ma non meno tortuoso.
Inizialmente il mese giusto sembrava poter essere quello di gennaio, ma poi per motivi logistico-economici tutto è slittato a fine marzo, anche perché molti club avevano minacciato di boicottare la competizione.
Decisiva, per mettere fine alla fronda degli scissionisti e dare il via libera al nuovo campionato, è stata la mediazione di una speciale commissione parlamentare. Ma anche il finanziamento del governo del Ghana, un Paese in cui il PIL cresce a ritmi vertiginosi – più della Cina secondo gli ultimi rapporti – tanto da potersi permettere di chiudere la porta agli aiuti del Fondo Monetario Internazionale.


Naturalmente, quello cominciato domenica scorsa e denominato Normalisation Committee’s Special Competition, è un campionato di transizione, con tutte le anomalie del caso.
A partire dal congelamento delle retrocessioni: ai nastri di partenza ci sono le 16 squadre dell’anno scorso, ma con un’eccezione onomastica, quella doverosa dei Wa All Stars, l’ex squadra del presidente Nyantakyi. In un’ottica di rebranding, i nuovi proprietari, capeggiati da John Painstil, hanno cambiato il nome della franchigia in Stallion FC: “Io e il mio team di investitori siamo i nuovi proprietari del Stallions FC, precedentemente conosciuto come Wa All Stars”, ha chiarito l’ex capitano delle Black Stars in un comunicato ufficiale.

Straordinaria anche la formula, la stessa utilizzata nel 2004, quando per risolvere un contenzioso la GFA ha varato il primo “campionato zonale” della storia del calcio ghanese: le squadre, in pratica, sono sistemate in due gironi, disegnati tenendo conto della provenienza geografica (Nord/Sud).
Dalla finalissima, disputata tra le vincenti dei due gruppi, uscirà la squadra campione del Ghana. Se riuscirà a resistere agli assalti di mercato e trattenere la sua stella, il burkinabé Songné Yacouba, molto corteggiato all’estero, molte chance di conquistare il titolo sembra averle l’Asante Kotoko.
L’amministratore delegato, George Amoako, su questo tema è stato molto chiaro, gettando subito la maschera:

Il calcio del Ghana è rimasto inattivo per quasi dieci mesi e nessun club in questo periodo ha giocato una competizione competitiva come abbiamo fatto noi. Quindi sulla carta siamo in vantaggio tutti’‘.

Credits
Copertina ©Vox.com
Foto 1 ©Ghanasoccernet.com

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