Espérance, espressione di un’identità

195

Il 15 gennaio 1919 alcuni ragazzi tunisini, capeggiati dal 18enne Mohamed Zoaoui, si ritrovano al caffè Espérance. Con grande probabilità quello che è ancora oggi situato nel quartiere di Bab Souika di Tunisi, tra la città vecchia e la parte allora “europea” della capitale. Desiderano giocare a calcio e affermare la propria identità, negata dalle autorità coloniali francesi.

Così fondano l’Espérance Sportive di Tunisi, un club arabo-musulmano totalmente autoctono. Nonostante gli ostacoli posti dalle istituzioni francesi, che costringono inizialmente la società a nominare un presidente francese, l’Espérance continua la sua attività. Diventa ben presto una delle espressioni popolari più amate dalla popolazione tunisina che sogna l’indipendenza.
L’aumento dei sostenitori che seguono l’Espérance non rimane inosservato. Habib Bourguiba, giovane politico indipendentista, coglie i segnali della crescente popolarità del club e negli anni ’30 entra addirittura a far parte del direttivo del club per qualche anno.

Al seguito popolare, nel 1939 si aggiunge il primo trofeo: la Coppa di Tunisia conquistata in finale contro un’altra squadra autoctona, l’Étoile du Sahel. Nel 1942, invece, arriverà il primo campionato, in piena Seconda Guerra Mondiale.
Saranno sei i titoli fino all’indipendenza, ottenuta il 20 marzo 1956, a cui se ne aggiungeranno altri dieci fino al ritiro di Tarek Dhiab, uno dei migliori calciatori tunisini di sempre e leader del Taraji nelle decadi ’70 e ’80.

A regalare la grandeur ai Sang et Or, ciclicamente dominatori in patria ma ancora a secco di riconoscimento e titoli internazionali, è l’avvento alla presidenza di Slim Chiboub nel 1989.
Sono passati solo due anni dal celebre colpo di stato “medico” con il quale Zine El-Abidine Ben Ali ha inaugurato una lunga stagione dittatoriale culminata solo nel 2011 con la celebre Rivoluzione dei Gelsomini, ma Chiboub, ex pallavolista della polisportiva giallorossa, ne trae subito vantaggio.

Sposa la figlia di Ben Ali, il che gli permette di muoversi con una certa disinvoltura in qualsiasi contesto, e si afferma come imprenditore di successo in Tunisia. Chiboub ha le idee chiare per portare in alto l’Espérance. E per farlo non lesina sforzi.
Mette mano al portafogli e trasforma il Taraji in un’autentica macchina da guerra, ingaggiando giocatori tra i più celebrati del momento nel Continente Nero come l’attaccante zambiano Kenneth Malitoli. Le vittorie internazionali, così tanto a lungo desiderate, finalmente diventano realtà.

In quegli anni la bacheca dell’Espérance si riempie come non mai: se a livello locale rimane memorabile la doppietta raggiunta nella stagione 1990-91, tra il ’94 e il ’98 arrivano quattro titoli continentali (1 CAF Champions League, 1 Supercoppa africana, 1 Coppa CAF e 1 Coppa delle Coppe CAF) e addirittura uno intercontinentale, quando i Sang et Or si aggiudicano nel 1995 la finale della defunta Coppa Afro-Asiatica contro i thailandesi del Thai Farmers Bank.

In quel periodo, inoltre, fioccano anche gli accordi commerciali. Tutto ruota intorno all’azienda casearia Stial, di proprietà di Hamdi Meddeb, l’attuale presidente del club.
Nel 2007, proprio quando Meddeb diventa presidente dell’Espérance raccogliendo il testimone dalle mani di Aziz Zouhir, gli affari decollano.
L’ex atleta giallorosso ha sempre avuto un discreto fiuto per gli affari e sa qual è il segreto per aumentare i ricavi: diversificare.

Così nel 2002, in collaborazione con la British Virgin Cola, si tuffa nel mondo delle bevande e dei succhi di frutta, mentre nel 2010 diventa azionista di Banca Zitouna. Acquista, inoltre, il 25% di Tunisiana, oggi Ooredoo Tunisia, il primo operatore telefonico privato tunisino, confermando di sapersi perfettamente destreggiare in un mondo in cui politica, sport e affari vanno a braccetto, senza possibilità, o quasi, di distinguerne i confini.
Per l’operazione, costata complessivamente 840 milioni di dinari (circa 400 milioni di euro), infatti, è stata decisiva l’amicizia con Mohamed Sakhr El Materi, genero dell’ex dittatore Ben Ali.

Con Meddeb in plancia di comando, quindi, non stupisce che la nuova politica di marketing del club, sviluppata nell’ambito del progetto Perspectives 2019, sia orientata alla diversificazione delle fonti di finanziamento.
Per farlo, la Mkachkha, può fare affidamento sui suoi sponsor storici, tra i quali dal 2018 non c’è più Nike – sostituita da Umbro – e ai quali dal 2016 si sono affiancati i giapponesi di Honda. Inoltre, ha anche lanciato una serie di iniziative volte a fidelizzare i tifosi, facendoli sentire parte di una comunità.

Oltre ad aver inaugurato nel giugno del 2012 una catena di Taraji Store ufficiali, ad esempio, due anni più tardi è stata presentata la nuova offerta “Taraji Mobile” in collaborazione con Tunisie Telecom. Nella proposta, piuttosto carina e originale, oltre a delle tariffe vantaggiose è prevista anche la fornitura di schede Sim tinteggiate con i colori giallorossi del club.

Questo sapiente sviluppo commerciale è accompagnato nel corso degli anni da un monopolio pressoché costante in patria (sette campionati e quattro coppe in dieci stagioni) e da nuovi exploit a livello continentale.
Due Champions League arabe nel 2009 e nel 2017 (la prima era arrivata nel 1993) e soprattutto altre due Coppe dei Campioni africane: la prima nel 2011 contro il Wydad e l’ultima contro l’Al-Ahly lo scorso novembre, a due mesi dal centenario.

La Supercoppa africana disputata il 29 marzo a Doha in Qatar, e persa contro il Raja Casablanca, si è rivelata come un’occasione per ricaricare le pile in vista del rush finale della stagione.
Ora, con il primo posto in campionato ormai pressoché consolidato – 9 punti di vantaggio sullo Sfaxien a 6 giornate dal termine – la priorità prende nuovamente il nome di CAF Champions League. L’Espérance, impegnato nelle semifinali contro i congolesi del TP Mazembe, tenterà di raggiungenre una nuova finale e bissare il successo dello scorso anno.
Senza dimenticare l’obiettivo primario che spinse Zouaoui e compagni a creare questa istituzione: portare in alto il nome della Tunisia.

Credits
Copertina ©Alia Alex Čizmić / Calcio Africano
Slim Chiboub ©Enbref.tn
Espérance 1994 ©Twitter
Youssef Msakni ©Ronaldo.com

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here