ESPÉRANCE-AL AHLY, CHI SCRIVERÀ LA STORIA?

In settimana, per le strade di Tunisi, il giallorosso dell’Espérance si è mescolato spesso ai raggi del sole che illuminavano la città. Di maglie o altri indumenti del Club Africain, l’altra grande squadra della capitale, nemmeno l’ombra.
D’altronde, i biancorossi di Bab Jedid sono attualmente in zona retrocessione in campionato, mentre i loro acerrimi rivali questa sera hanno in programma l’ennesimo appuntamento con la storia: la finale di ritorno della CAF Champions League, Espérance-Al Ahly.

Passeggiando per lo storico quartiere espérantiste di Bab Souika, dove il club fu fondato nel 1919, e per l’Avenue Mohamed V, dove ha sede il centro sportivo, la tensione era palpabile. I più anziani discutevano della finale tra una partita di carte e una di domino. I più giovani avrebbero potuto formare intere squadre di calcio, tante erano le magliette del Taraji in giro.

L’Espérance ne è consapevole, e come dichiarato nella conferenza della vigilia da Mejdi Traoui, l’assistente di Chaâbani, “questo non ci mette alcuna pressione, anzi ci dà la forza per credere nell’impresa”. L’entusiasmo e la spinta dei tifosi, che come annunciato già lunedì su Calcio Africano saranno 60 mila, sarà l’arma in più e il carburante che alimenterà le azioni della squadra.

Migliaia si sono riversati verso le biglietterie dello Stadio di El Menzah per acquistare i biglietti, terminati nel giro di un’ora ieri mattina. Chi non ce l’ha fatta ha aspettato fino alle 15 che riaprisse la vendita, ma ciò si è rivelata essere una bufala.

In centinaia hanno seguito l’ultimo allenamento dell’Espérance a porte aperte martedì scorso. Fumogeni e cori incessanti per supportare la propria squadra, che stasera dovrà fare a meno per squalifica di due pedine fondamentali come Chamseddine Dhaouadi e Franck Kom.

“Abbiamo degli ottimi sostituti, le loro assenze non ci preoccupano”,

ha affermato con fermezza Traoui, che però non ha svelato chi rimpiazzerà i titolari assenti.
Probabilmente al posto di Dhaouadi al centro della difesa giocherà Yaakoubi, autore del 2-1 nella semifinale di ritorno contro il Primeiro de Agosto, mentre in mediana arretrerà Chaâlali per lasciar spazio sulla trequarti a Saad Bguir.
Nella rifinitura di ieri, a cui ha assistito l’ex di lusso Youssef Msakni, l’attaccante Haythem Jouini ha continuato ad allenarsi a parte, il che mette in forte dubbio la sua presenza almeno in panchina.

Sul versante Al-Ahly, invece, Patrice Carteron tende maggiormente alla ricerca dell’equilibrio: “Ho una rosa di giocatori molto esperti, sanno come dosare le emozioni”.
Inoltre, il tecnico francese ha preferito stemperare le polemiche seguite alla finale d’andata ringraziando le autorità tunisine per l’accoglienza.

“Sono state eccezionali, ci hanno accolto a dovere e ci hanno permesso di lavorare nelle migliori condizioni possibili”,

ha sottolineato Carteron, facendo buon viso a cattivo gioco.
In realtà, la delegazione egiziana, al suo arrivo martedì scorso, ha trovato il campo della cittadina olimpica di El Menzah occupato dall’AS Sokra, una formazione di terza divisione. Questo ha costretto l’Al-Ahly a spostarsi direttamente a Radès nel primo pomeriggio, un orario di punta qui a Tunisi.

Ma Carteron, dall’alto della sua esperienza, sa bene che non converrebbe soffiare sul fuoco delle polemiche e ha scelto di concentrarsi sul terreno di gioco, il luogo in cui alla fine tutto si decide e in cui Walid Azaro non potrà mettere piede.
La punta marocchina, infatti, ha ricevuto una squalifica di due giornate in seguito all’atteggiamento antisportivo tenuto all’andata – si è strappato la maglietta per indurre l’arbitro a confermare il rigore assegnato.

“Sarà un’assenza pesante, ma abbiamo due ottime soluzioni: Marwan o Salah Mohsen sono pronti”,

fa sapere Carteron, intento a confermare il resto dell’undici iniziale.

Non si conoscono le cifre ufficiali, ma il dispositivo di sicurezza garantito dal governo tunisino è enorme, probabilmente sarà il più numeroso mai schierato in Africa. In un momento politico molto delicato, che vede una netta spaccatura in seno alla coalizione di maggioranza, il Paese non può permettersi passi falsi.
Qualcuno ha paragonato il dispositivo di sicurezza di cui sopra a quello che solitamente viene messo in campo per il derby di Belgrado tra Stella Rossa e Partizan.
Una patata decisamente bollente anche per l’arbitro dell’incontro, l’etiope Bessema, che spera in un corretto funzionamento del VAR, ieri testato in un’amichevole all’Olimpico di Radès tra i ragazzi dell’U20 dell’Espérance.

Una sola cosa è certa: in campo si scriverà la storia (e non sui banchi di alcune scuole intorno a Radès che resteranno chiuse). E che sia la nona coppa per l’Al-Ahly o la terza per l’Espérance a un paio di mesi dal centenario, sarà una grande storia.

Credits
Copertina e foto all’interno dell’articolo ©Calcio Africano / Alija Alex Čizmić