ESAE FC, dall’università alla CAF Confederation Cup

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Dall’università alla Confederation Cup. La parabola dell’ESAE FC, un piccolo club affiliato alla Scuola Superiore d’amministrazione, economia e professioni audiovisuali di Cotonou, ha davvero dell’incredibile, specie considerando le premesse.

Il club beninese, che partecipava alle eliminatorie della seconda manifestazione per club più prestigiosa d’Africa in qualità di detentore della coppa nazionale, si è messo alle spalle nell’ordine i mauritani dell’ASC Snim e i burkinabé del Salitas, ma soprattutto ha superato ai calci di rigore i ben più quotati senegalesi della Génération Foot nel playoff decisivo (dopo aver vinto 1-0 all’andata e perso con lo stesso punteggio al ritorno), scrivendo un importante pagina di storia per il calcio beninese: mai prima d’ora una squadra dell’ex Dahomey era stata capace di raggiungere la fase a gruppi di una manifestazione continentale.

Un traguardo impensabile soltanto qualche anno fa, ma non certo figlio del caso, come spiega l’allenatore Bio Richard: “Se lavori bene e sai pazientare otterrai la giusta ricompensa. Il successo è la somma del lavoro, del sacrificio e della perseveranza“. Tutte cose di cui l’ESAE FC, fondato negli anni ’90 con il nome di Adjobi FC, si è fatto portabandiera nel corso degli anni per scalare la piramide del calcio beninese, fino a raggiungere la vetta, conquistando qualche mese fa la coppa nazionale nella finale con l’ASPAC, la formazione del porto autonomo di Cotonou.

Ma la svolta vera e propria era arrivata nel 2005, con l’avvento del presidente Clément Adéoti Adéchian, il rettore dell’ateneo alle spalle dell’ESAE. Con lui al timone l’ascesa del club originario di Sakéte, ma traslocato a Cotonou per questione logistiche nella prima metà di questa decade, è stata inarrestabile: solamente sei anni più tardi, nel 2011, i biancoblu hanno messo piede in massima divisione per la prima volta.

Otto anni dopo, nonostante una retrocessione effetto anche di una crisi che ha coinvolto tutto il panorama calcistico beninese, l’ESAE ha rialzato la testa, mettendo in bacheca il primo trofeo della sua giovane storia, prima di qualificarsi per la CAF Confederation Cup.
E nel farlo non  ha avuto paura di gettare nella mischia anche alcuni studenti dell’ateneo, sempre però mantenendo un nocciolo duro costituito da giocatori esperti, come il portiere Marcel Dandjinou, capitano e uomo simbolo del club.

Il loro pedigree sarà fondamentale per affrontare al meglio questa storica avventura, anche perché adesso i nomi delle potenziali avversarie fanno correre più di un brivido lungo la schiena: si va dai guineani dell’Horoya, agli egiziani dell’Al-Masry, ai frizzanti algerini del Paradou, fino ad arrivare ai vicecampioni in carica marocchini della Renaissance Berkane. A Cotonou, però, non hanno intenzione di rinunciare a sognare proprio sul più bello.

Credits
Copertina ©Banouto

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