Cosa sta succedendo a Cédric Bakambu in Cina?

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Da calciatore africano più pagato di sempre a flop con la maglia del Beijing Guoan,in Cina. La parabola discendente di Cédric Bakambu.

La Cina è il primo partner commerciale dell’Africa. La “Terra di Mezzo”中国, prosegue indisturbata, da anni ormai, la conquista del continente africano – con un piano di investimenti da oltre 60 miliardi di dollari – fatto di infrastrutture, delocalizzazione della produzione e manodopera, in cambio di risorse naturali.
Il dinamismo cinese viene, ovviamente, considerato da molte potenze rivali, occidentali e non, come una strategia predatoria, che mira unicamente a creare una nuova forma di Neo-colonialismo.

L’esempio che, spesso, viene utilizzato per dimostrare la, presunta, veridicità di determinate convinzioni è quello della Repubblica Democratica del Congo: in questa regione, infatti, viene estratto il 60% del cobalto mondiale, il 90% del quale finisce in Cina, paese che domina la filiera congolese del cobalto con diverse aziende (la Congo DongFang Internetional Minning su tutte).
Secondo un rapporto del 2016 di Amnesty International una, seppur piccola, parte della manodopera impiegata, a Kinshasa e zone limitrofe, nella raccolta di metalli radioattivi (cobalto e coltan) utilizzati nelle batterie dei nostri smartphone, oltre a non raggiungere la maggiore età, non supera nemmeno i 10-15 anni.
L’Africa in questi anni è stata il terreno privilegiato nel quale Pechino ha sperimentato e coltivato l’arte del Soft Power, nei confronti sia della comunità locale sia di quella internazionale.

Sarebbe assurdo, quindi, limitarsi ad analizzare il trasferimento di Cédric Bakambu in Chinese Super League da un punto di vista puramente ed esclusivamente sportivo. Il classe ’91, simbolo calcistico e non solo della Repubblica Democratica del Congo, è solamente l’ennesima pedina di una collaborazione proficua e fertile tra due Stati Alleati 联合. Innegabile infatti che oltre all’acquisizione di risorse naturali la Cina porti avanti nel continente africano un imponente programma di investimenti in: sanità, cultura ed educazione.
Negli ultimi 15 anni, grazie alle Borse di Studio il numero di studenti africani nelle Università cinesi è cresciuto di 26 volte: da poco meno di duemila nel 2003 a quasi cinquantamila nel 2015.

Il 1 Marzo 2018, per una cifra misteriosa ed in parte sconosciuta, si parla di un’affare complessivo superiore ai 70 milioni di Euro – fondamentale ricordare che i trasferimenti sugli stranieri in Cina sono soggetti al 100% di tasse – Cédric Bakambu firma un ricco quadriennale con il Beijing Guoan, la gloriosa squadra della capitale. Un esborso non indifferente, reso possibile grazie agli investimenti privati del CITIC Group, azienda statale, fondata nel lontano 1979 da Rong Yiren, vice-presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 1998.

L’esperienza in Chinese Super League del congolese mostra, una volta di più, come in un Campionato così bistrattato e poco “studiato” dai Media occidentali, spesso ci si vada a scontrare con problematiche che hanno ben poco a che vedere con il, semplice, calcio giocato. Infatti dopo una prima stagione decisamente positiva, conclusa con la vittoria della Chinese Fa Cup e 23 gol realizzati in 28 presenze, tra cui alcuni di pregevolissima fattura, quest’anno, l’ex Villareal, si è dovuto scontrare con una realtà decisamente più complessa e, per certi versi, ostile.
Un atteggiamento non propriamente professionale dentro e fuori dal campo, una forma fisica rivedibile nelle prime partite della stagione ma soprattutto la sua scarsa concretezza, per usare un eufemismo, sotto porta hanno contribuito a rendergli la vita in quel di Pechino più complessa che mai.

Per quanto sia un fattore decisamente sottovalutato, quando si analizza lo sviluppo calcistico del Macrocosmo Cinese, infatti anche in Asia è presente una cultura Ultras che merita una certa considerazione, che può nel bene e nel male condizionare il successo o l’insuccesso di un’avventura nel Lontano Oriente 远东.
La curva del Beijing Guoan, ad esempio, è strettamente connessa al movimento Skinhead Sharp (Against racism prejudice) e la cultura Punk: due realtà ben consolidate e ampiamente seguite in quel di Pechino. Entrambe “nate” nei primissimi anni ’90 hanno contribuito, come nessun’altra sotto-cultura rendere il Beijing Workers Stadium uno degli Stadi più vivaci/caldi/inospitali 热闹 della Chinese Super League.

Dopo la sfida contro lo Shenzhen, allenato dall’italiano Roberto Donadoni, dello scorso 13 Settembre, Cédric è uscito dal campo tra bordate di fischi ed insulti delle Imperial Guards, generalmente considerata la Sezione più calda dei tifosi del Guoan.
Il diverbio, nato a fine gara, tra lui ed un tifoso non ha fatto altro che aggravare ulteriormente la situazione.
L’accusa è quella di essere diventato un vero e proprio punto debole della squadra: catalizzatore delle manovre offensive senza però riuscire a portare a termine il compito unico e supremo dell’attaccante; quello di far Gol.

Il classe ’91 guida, non a caso, la classifica per il maggior numero di occasioni mancate in Chinese Super League, davanti tra l’altro al suo compagno di squadra e di reparto Yuning Zhang (ex Vitesse). Le ultime settimane sono state complicate ulteriormente da un utilizzo dei Social Media, non esemplare sotto diversi punti di vista: la scorsa settimana il congolese ha postato un messaggio di supporto, nemmeno così velato, nei confronti dell’operazione militare/di polizia della Turchia, in Siria, e nella settimana del “sentitissimo” 70° Anniversario della Fondazione della Repubblica Popolare Cinese non ha pubblicato nessun tipo di contenuto inerente alle celebrazioni.

Una permanenza serena e proficua nella “Terra di Mezzo” è spesso figlia di decisioni che non per forza vengono prese sul Rettangolo di gioco, ma che in una maniera o nell’altra ne vanno, senza dubbio, ad influenzare i risultati.
Il caso dell’attuale capitano del Beijing Guoan Renato Augusto è esemplare: il Brasiliano dopo aver rifiutato in due differenti occasioni la chiamata della Seleçao di Tite, per concentrarsi sulla rincorsa del titolo in Chinese Super League, è diventata un’autentica leggenda vivente in quel di Pechino, alla quale la comunità cinese sta concedendo tutto al contrario di tutto.

Una, piccola, parte dei tifosi del Guoan ha deciso, comunque, di continuare a supportare Cédric, mostrandogli grandissimo affetto in un momento così complesso.
Innegabile però che la stragrande maggioranza, oltre ad averlo letteralmente abbandonato, sta facendo il possibile per invitare, caldamente, la società a cederlo: nell’ultimo turno di Chinese Super League, Guoan sconfitto in casa contro lo Shanghai SIPG, buona parte del Beijing Workers Stadium ha fischiato ogni suo tocco di palla.

L’assenza di lieto fine in questa triste parabola discendente, è il perfetto specchio di una realtà così diversa da quella Occidentale: accettare un’avventura nel Lontano Oriente con la giusta propensione d’animo può rilanciare  una carriera (vedi caso Paulinho) ma arrivare in un campionato totalmente agli antipodi di quelli Europei, sotto diversi punti di vista, con determinati pregiudizi e forte presunzione non farà altro che rovinare in partenza un’esperienza sportiva ed umana unica nel suo genere.

Credits
Copertina ©Getty Images

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