Cosa aspettarci dalla prima giornata dei quarti di finale

Senegal-Benin (Ore, 18)

Sulla carta quella tra Senegal e Benin è il quarto di finale più squilibrato dell’intero tabellone, ma Aliou Cissé non può dormire sonni tranquilli. “Noi siamo una delle squadre favorite sulla carta, ma la carta non conta nulla. Vincere in Africa è veramente complicato“, ha ribadito l’ex capitano del Senegal, mettendo le mani avanti.

Sono diversi, infatti, i grattacapi da risolvere il tecnico dei Leoni della Teranga: oltre al portiere titolare Edouard Mendy, vittima di una frattura all’anulare della mano sinistra, durante l’ultima settima in allenamento  hanno accusato problemi di varia natura il centrocampista Alfred Ndiaye e l’esterno Ismaila Sarr, entrambi in dubbio per la gara di oggi. Nel Benin, ancora galvanizzato dal sorprendente passaggio del turno con il Marocco, tornerà dalla squalifica il bomber Steve Mounié, mentre Khaled Adenon, pilastro difensivo degli Scoiattoli, sarà costretto a guardare la gara dalla tv dopo l’assurda espulsione rimediata con i Leoni dell’Atlante: le federazione ha inoltre inviato un reclamo formale alla CAF per chiedere la revoca della squalifica, ma il responso del governo del calcio africano è stato negativo.

In porta, naturalmente, ci sarà di nuovo Saturnin Allagbé, sostituto dell’infortunato Fabien Farnolle ed eroe della lotteria dei rigori con il Marocco. Non a caso Edgar Guidigbi, patron di di Real Estate Benin, gigante del settore immobiliare, lo ha voluto premiare di persona, regalandogli alcuni appezzamenti di terreno per un valore equivalente a circa 3 mila euro.

Nigeria – Sudafrica (Oggi, ore 21)

Quando si affrontano Nigeria e Sudafrica, inevitabilmente, il pensiero torna al 1996. Quell’anno, infatti, il Sudafrica ospitava una storica edizione della Coppa d’Africa a cui la Nigeria si sarebbe dovuta presentare come campione in carica, ma le Super Eagles si ritirarono per via di un conflitto diplomatico tra il governo nigeriano e quello sudafricano: la nazionale nigeriana, sostanzialmente, pagava per i misfatti del sanguinario dittatore nigeriano Sani Abacha, colpevole di aver represso nel sangue la rivolta pacifica della popolazione dell’area petrolifera del Delta del Niger, ordinando dopo un processo sommario l’impiccagione di nove leader della protesta, tra cui il celebre intellettuale e attivista Ken Saro-Wiwa.

Stando al campo, invece, ci sono due precedenti in Coppa d’Africa tra Nigeria e Sudafrica. In entrambi i casi hanno vinto le Super Eagles: 2-0 nella semifinale del 2000, secco 4-1 quattro anni più tardi in una gara della fase a gruppi.
Anche stasera, del resto, la Nigeria, reduce dal trionfo nella classicissima con il Camerun, avrà dalla sua il favori del pronostico, ma Baxter ha un’idea diversa, anche se sembra più legata alla strategia che veritiera. “Il Sudafrica ha battuto l’Egitto, la favorita, quindi adesso è a sua volta una favorita“, ha dichiarato maliziosamente Gernot Rohr, allontanando la pressione e spostando la palla nel campo sudafricano.

Dall’altro lato della barricata Stuart Baxter non fa fatica a raccoglierla, ma avvisa: “Dobbiamo rimanere umili. Abbiamo battuto l’Egitto, il Paese ospitante, è stato clamoroso. proveremo a fare lo stesso con la Nigeria“, ha chiosato fiducioso il commissario tecnico dei Bafana Bafana in conferenza stampa. A Tau e compagni non mancano i motivi per compiere un’altra impresa: in caso di semifinale, infatti, ai Bafana Bafana spetterebbe un premio di 670 mila rand, circa 420 mila euro.

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