COPPA D’AFRICA U20, 5 TALENTI DA SEGUIRE

La Coppa d’Africa U20 2019 svoltasi in Niger si è conclusa e lo ha fatto nel modo più atteso, con Mali e Senegal, le due nazionali più attrezzate della competizione, a contendersi il titolo. Si sarebbe trattato del primo trionfo continentale per entrambe le selezioni U20.
Nonostante i pronostici della vigilia dessero favorito il Senegal, domenica è toccato al Mali, che conserva parte del blocco campione d’Africa U17 nel 2017, alzare la coppa al cielo. I giovani Leoni della Teranga, invece, si sono ritrovati a contemplare la terza finale persa consecutivamente.

Se le semifinali avevano deluso, seguendo la falsariga fin lì tracciata dalle otto partecipanti, la finalissima di Niamey non ha tradito le aspettative e ci ha regalato una sfida di ottimo livello. Una sfida tra due paesi confinanti che ospitano, in misura differente, gli stessi gruppi etnici (non tutti, ma alcuni come i Bambaras o i Peuls) da cui derivano i cognomi che poi troviamo stampati sulle maglie di una e dell’altra nazionale.

Dopo la fase a gironi avevamo fatto un bilancio generale, selezionando anche quelli che secondo noi si erano rivelati essere i migliori talenti della prima parte del torneo.
Ora è il momento di tirare le somme e scegliere i giovani ragazzi che ci hanno definitivamente convinto.

OUSSEYNOU NIANG (SENEGAL, DIAMBARS FC DE SALY, 2001)
Esterno d’attacco puro, in semifinale ha propiziato l’autorete del Sudafrica risolvendo una gara che stava diventando complicata. In finale è stato l’uomo chiave che ha risvegliato il Senegal dal torpore, dando avvio alla giocata che ha poi portato al pari di Ndaye. Niang è un acceleratore di giocata, ama puntare sempre il diretto avversario per creare superiorità numerica e finalizzare più velocemente l’azione. Può andar via tanto a destra come a sinistra, fattore che lo rende imprevedibile. Per sua sfortuna ha sbagliato il rigore decisivo contro il Mali.

ABDOULAYE DIABY (MALI, RS ANTWERP, 2000)
Centrale roccioso che supera il metro e novanta, Diaby ha sfruttato la chance concessagli in semifinale dal ct Kane Mamoutou per la squalifica di Drissa Diarra ed è stato riconfermato per la finale. Alle straripanti qualità fisiche aggiunge una buona lettura delle situazioni di gioco – che gli permette di sopperire alla scarsa rapidità – e un piede destro niente male. Non a caso si è incaricato di battere un calcio di punizione da buona posizione durante la finale, calciando di precisione. Milita già in Europa, al RS Antwerp in Belgio.

IBRAHIMA DRAMÉ (SENEGAL, DIAMBARS FC DE SALY, 2001)
Con il connazionale Niang, Dramé condivide club, anno di nascita e quel desiderio costante di creare scompiglio nelle difese avversarie. Più creativo del compagno, ricerca maggiormente l’azione centrale per scambiare con la punta e provare il tiro.

MAMADOU TRAORÉ (MALI, STADE MALIEN, 1999)
Dal numero dieci del Senegal a quello del Mali, Mamadou Traoré è uno dei molti giocatori offensivi che si sono messi in mostra in Niger. Decisivo nel successo contro il Burkina Faso nella fase a gironi e autore del gol in semifinale contro la Nigeria, il ragazzo dello Stade Malien ha lasciato sensazioni molto positive per la sua intraprendenza e il suo senso del gol.

YOUSSOUF KOÏTA (MALI, GIRONA, 2000)
Il miglior portiere della competizione. Koïta possiede grandi riflessi tra i pali e ha mostrato un ottimo tempismo nelle uscite alte, spesso tallone d’Achille degli estremi difensori africani. Emerso, come il centrale Diaby, dall’U17 campione d’Africa nel 2017, poi quarta al Mondiale di categoria dello stesso anno, ora è di proprietà del Girona e dunque in orbita Manchester City.

Qui, invece, il miglior undici scelto dalla CAF:

Appuntamento in Mauritania per l’edizione 2021!

Credits
Copertina ©Niarela.net
Mali semifinale ©Afriquefoot.rfi.fr
Abdoulaye Diaby – Antwerp ©Footmali.com