COPPA D’AFRICA, PANORAMICA SULLE QUALIFICATE

Oggi alle 20 ora italiana, all’aperto e di fronte alle incantevoli Piramidi di Giza, si svolgerà il sorteggio che determinerà i gironi della 32esima edizione della Coppa d’Africa.
La prima edizione con 24 partecipanti e la prima che si disputerà d’estate (21 giugno-19 luglio) sarà ospitata dall’Egitto, che ha sostituito in corsa il Camerun. Il pallone africano rotolerà nelle città del Cairo, Alessandria d’Egitto, Suez e Ismailia.
Le 24 nazionali sono state divise in quattro urne da sei, secondo il ranking FIFA del mese di aprile, pubblicato giovedì 4.

Le 24 selezioni saranno sorteggiate in sei gruppi da quattro. L’Egitto, padrone di casa, è già automaticamente nel gruppo A e disputerà dunque le sue partite al Cairo International Stadium, l’impianto teatro dei grandi successi di Al-Ahly e Zamalek prima della tragedia di Port Said nel 2012.
Il gruppo B si svolgerà nello Stadio di Alessandria, il più antico del Paese costruito nel 1929.
I gironi C e D si giocheranno anch’essi nella capitale: il primo nello Stadio del 30 Giugno, costruito dall’aeronautica militare e da quest’anno utilizzato dal Pyramids FC, mentre il secondo nell’Al Salam Stadium, casa dell’El Entag El Harby.
Per gli ultimi due gruppi della Coppa d’Africa, invece, ci spostiamo ad est: il gruppo E si terrà a Suez, mentre il gruppo F a Ismailia.

Vediamo insieme le quattro urne.

PRIMA URNA

Sono 13 le nazionali che hanno confermato la loro presenza dall’edizione 2017 della Coppa d’Africa. In questa lista compaiono, naturalmente, tutte le nazionali della prima urna del sorteggio. Vale a dire Egitto, paese organizzatore, Camerun, campione in carica, Nigeria, potenza del continente che manca dal 2013, anno del suo terzo trionfo in Coppa d’Africa (gli altri sono arrivati nel 1980 e nel 1994), Marocco, la selezione africana che ha espresso il miglior gioco agli ultimi Mondiali, Tunisia e Senegal, eliminato ai gironi in Russia solo per la “regola del fair play”. Grandi ambizioni sono dunque inevitabili.

In quest’urna, in effetti, ci sono le due nazionali che hanno conquistato più titoli: l’Egitto è dominatore incontrastato con sette successi, poi viene il Camerun con cinque che, pur essendo il detentore del titolo, con Seedorf sta attraversando una fase di ricambio generazionale e parte indietro nelle gerarchie.
Allo stesso tempo, ci sono anche tre selezioni che hanno vinto meno di quanto il loro blasone calcistico attuale suggerirebbe.
Marocco, Tunisia e Senegal accumulano insieme solo due Coppe d’Africa. I marocchini hanno alzato la coppa nel 1976. La Tunisia ha trionfato nel 2004 in casa, proprio contro il Marocco, in quella che è stata anche l’ultima finale raggiunta per entrambe le selezioni maghrebine.
Infine c’è il Senegal, di cui molti hanno scoperto l’esistenza (calcistica) per le grandi prestazioni ai Mondiali del 2002, che non vanta nessun trofeo in bacheca, se non una finale raggiunta proprio qualche mese prima del Mondiale nippocoreano.

SECONDA URNA

Nella seconda urna troviamo altre quattro nazionali già presenti in Gabon nella Coppa d’Africa 2017. Si tratta della Repubblica Democratica del Congo, che da anni vanta una nazionale competitiva guidata da Cédric Bakambu ma che non si laurea campione dai tempi in cui il paese si chiamava Zaire, ovvero sia dal 1974; del Mali, che fa incetta di titoli con le selezioni minori ma che tra i grandi ha raggiunto solo una finale nel 1972; della Costa d’Avorio e dell’Algeria, anch’esse due nazionali che malgrado l’enorme talento prodotto (ed esportato, o reimportato dalle varie diaspore sparse per il mondo) hanno raccimolato ben pochi successi. Tre in totale: nel 1992 e nel 2015 (dopo l’addio di Drogba) gli ivoriani e nel 1990 le Volpi del Deserto dell’Algeria.

L’urna è completata dalla Guinea, finalista nel 1976 contro il Marocco e assente due anni fa, e dal Ghana, vincitore di ben quattro Coppe d’Africa, l’ultima nel lontano 1982.

TERZA URNA

L’unico campione d’Africa inserito nella terza urna è il Sudafrica, assente due anni fa. I Bafana Bafana hanno ricevuto la coppa nel 1996 dalle mani di Nelson Mandela, in casa e qualche anno dopo la destituzione del regime di Apartheid.
Fanno compagnia ai sudafricani altre cinque nazionali meno vincenti. L’Uganda, partecipante abituale delle prime edizioni di Coppa d’Africa, era presente anche nel 2017, quando si è qualificato dopo 39 anni.

Non era tra le sedici finaliste dell’ultima edizione di Coppa d’Africa il Benin, giunto alla quarta presenza e assente dal 2010.
Così come non c’erano, ovviamente, due delle tre debuttanti della Coppa d’Africa 2019. Stiamo parlando del Madagascar, la prima qualificata a questa edizione, e la Mauritania, premiata dalla CAF come la miglior federazione del 2018.
Tra queste, la nazionale più blasonata è certamente il Kenya, tornato nella manifestazione dopo 14 anni; le Harambee Stars, che quest’anno collezioneranno la loro sesta partecipazione non sono mai andate oltre la fase a gruppi.

QUARTA URNA

Apriamo la quarta urna con il Burundi, la terza debuttante alla Coppa d’Africa, che si è qualificato a spese del Gabon di Pierre-Emerick Aubameyang.
Non è una debuttante, ma quasi, anche la Guinea-Bissau, che ha confermato quest’anno l’exploit di due anni or sono, quando si è qualificata per la prima volta.
L’altra nazione lusofona dell’urna, l’Angola, è invece assente dal 2013: le sue migliori prestazioni risalgono alla seconda metà degli anni ‘10 del nuovo millennio quando, con l’ex meteora del Manchester United Manucho a guidare l’attacco, ha raggiunto per due volte di fila i quarti di finale di Coppa d’Africa (2008 e 2010).
Qui troviamo anche la Tanzania, che tornerà nella manifestazione dopo 39 anni di assenza, la Namibia, alla terza partecipazione e vista per l’ultima volta nel 2008, e lo Zimbabwe, giunto alla quarta partecipazione e mai andato oltre la fase a gironi.

Credits
Copertina ©CAF Twitter
Cairo International Stadium ©Stadiumguide.com
Senegal 2002 ©YouTube
Costa d’Avorio 2015 ©Calciodadietro.altervista.org
Burundi 2019 ©Stoke City FC