LA NUOVA ALBA DEL CALCIO IN NIGERIA

Il calcio in Nigeria non è più ripreso lo scorso luglio, dopo la pausa osservata in concomitanza dei Mondiali.
La LMC (League Management Company), la società incaricata di organizzare il campionato, infatti, ha deciso di congelare il torneo, dichiarando campione il Lobi Stars, in quel momento in vetta, con quattordici giornate di anticipo rispetto alla naturale scadenza del torneo. Tutto colpa di una faida scoppiata all’interno della Federcalcio intorno alle elezioni del 2014.

A fare da sfondo a questa storia, finita nel mirino della FIFA, c’era la Federazione calcistica nigeriana, l’organo definito nel 2012 senza mezzi termini come “il più corrotto di tutti” dal Comitato sportivo del Senato nigeriano. Due i personaggi chiave: Chris Giwa e Amaju Pinnick. Chris Giwa, uomo forte della corrente scissionista presente in seno alla Federcalcio, aveva vinto quelle controverse elezioni, ma non era mai stato ufficialmente riconosciuto presidente dal massimo organismo mondiale di calcio.
Così è tornato alla carica e ha rivendicato lo scranno più alto della Nigeria Football Federation (NFF), occupato da Amaju Pinnick – il presidente federale considerato legittimo dalla FIFA – sventolando una sentenza della Corte Suprema. Risultato: Salomon Dalung, il ministro della Gioventù e dello Sport, si è ritrovato costretto a procedere con la rimozione di Pinnick.

Messo all’angolo, il presidente Pinnick, diventato a settembre il primo a essere confermato per due mandati quadriennali consecutivi, ha lanciato un SOS alla FIFA facendo leva sulla sua proverbiale intolleranza alle ingerenze politiche. “La Nigeria è affiliata alla FIFA. Pertanto, sarebbe consigliabile che il presidente invitasse tutti a seguire la linea della FIFA e rispettare la sentenza del Comitato Arbitrale dello Sport, invece che dare credito all’azione di un uomo solo che vuole far crollare l’intero edificio del calcio sulle nostre teste con l’unico obiettivo di appagare la propria ambizione”, ha arringato severo Festus Keyamo, l’avvocato di Amaju Pinnick.

Poco prima il legale aveva chiesto una mano addirittura al presidente nigeriano Muhammadu Buhari. La mossa ideale. Il presidente, impegnato in questi giorni nella corsa a un nuovo mandato presidenziale con il magnate Atiku Abubakar, infatti, ha risolto la crisi e sventato il golpe in seno alla NFF, ordinando l’allontanamento immediato di Giwa dalla Glass House, la sede della Federcalcio.
Per la regolare ripresa del campionato, però, sono dovuti passare sette mesi. A metà gennaio il pallone è tornato a rotolare sui campi della Nigerian Premier League, assente della Top 80 delle leghe mondiali stilata il 20 Gennaio dall’IFFHS. Molte le novità rispetto all’anno scorso. Il torneo è stato diviso geograficamente in due Conference, Nord e Sud, mentre sono state congelate eccezionalmente le retrocessioni, ma non le promozioni dalla serie cadetta.

Le porte della NPL si sono così aperte per accogliere Remo Stars, Gombe United, Kada Stars e soprattutto Bendel Insurance, la storica formazione di Benin City campione della vecchia Coppa della CAF nel 1994, tornata in massima divisione dopo un decennio di purgatorio.
Il ritorno a grandi livelli del Bendel Insurance, una grande tradizionale del calcio nigeriano, è una notizia positiva per tutto il movimento, anche in ottica nazionale: c’è stato un periodo in cui, secondo Vanguard Nigeria, il 95% dei calciatori delle Super Aquile proveniva dalla triade formata da Enugu Rangers, Shooting Stars e proprio Bendel Insurance.

La ventata di cambiamenti non finisce qui. Da quest’anno tutte la gare delle ultime giornate si giocheranno in contemporanea ed è stato istituito un pool di investigatori per sventare eventuali combine e perseguire i responsabili:

“I club e gli ufficiali di gara sono quindi avvisati di rispettare le regole e di evitare comportamenti illeciti, onde evitare severe sanzioni”

Questo invito alla legalità da parte dei vertici federali, con tanto di perentorio avvertimento conclusivo, non arriva in maniera casuale. La NPL, infatti, ha bisogno di riacquistare credibilità e ripulire la propria immagine dalla spirale negativa in cui scandali di corruzione, episodi di violenza e match fixing l’hanno trascinata negli ultimi anni, contribuendo a costruire una narrazione negativa.

Una delle questioni più dibattute, anche dalla stampa internazionale, è quella della quasi totale assenza di vittorie esterne. Nel campionato nigeriano, insomma, sembra quasi impossibile vincere in trasferta. Il caso forse più eclatante, citato anche in un approfondimento del Guardian, è quello del Gombe United, vittorioso in tutte le gare in casa (ad eccezione di un pareggio), ma praticamente sempre sconfitto in trasferta nell’annata 2013.
Dietro tutto questo si nascondono i grandi problemi del calcio nigeriano, quelli a cui la Federcalcio sta cercando di far fronte per riavere un torneo trasparente e credibile, come la violenza e la corruzione, figlia anche della mancanza di ingenti risorse economiche.
Non si contano gli arbitri picchiati selvaggiamente negli ultimi anni, e nemmeno quelli beccati con le mani nella marmellata a intascare mazzette dalle società di casa sotto forma di rimborsi spese.

L’episodio più surreale lo si è vissuto qualche anno fa a Ilorin, nell’ovest, durante una gara tra Kwara United e Sharks. Dopo un contestato rigore assegnato agli ospiti, la folla inferocita ha invaso il terreno di gioco ed è scattata all’inseguimento dell’arbitro, presumibilmente per linciarlo.
Ma, evidentemente, non ne conosceva il passato militare. Dogo Yabilsu, così si chiamava, era stato un colonnello dell’esercito e quel giorno stava arbitrando con una pistola nascosta tra i pantaloni, come uno dei personaggi stravaganti partoriti dalla penna di Osvaldo Soriano. Gli è bastato estrarla e agitarla un pochino in aria per liberarsi dei facinorosi, ma gli Sharks erano ancora spaventati, così il calciatore designato di battere quel calcio di rigore ha comunque preferito evitare la trasformazione, calciando deliberatamente a lato.

Tutto questo, unito alla crescente azione terroristica degli islamisti di Boko Haram nel nord-est del paese, ha allontanato sponsor ed emittenti televisive a danno del pubblico nigeriano. Ultimamente, però, qualcuno sta tornando a investire: il Gruppo Aiteo, uno dei principali colossi energetici nigeriani, ad esempio, ha firmato un accordo di sponsorizzazione con la federazione, diventando main sponsor della coppa nazionale.

Supersport, l’emittente sudafricana che trasmetteva il campionato nigeriano e con cui la NFF nel 2013 aveva firmato un accordo settennale, invece, si è mossa nella direzione opposta e ha deciso di rescindere il contratto. I motivi vanno dalla scarsa sicurezza di alcune regioni, alla grave recessione economica, ma soprattutto al lievitare dei costi di produzione delle partite, triplicato rispetto al 2013: “Il costo di produzione è aumentato da una media di 6 milioni di naira (la moneta nigeriana, ndr) a circa 15 milioni”, ha rivelato una fonte anonima al portale Soka25east.

La LMC, comunque, si è subito guardata intorno. All’orizzonte è spuntata la possibilità di affidare la trasmissione degli incontri a NTA, l’emittente di Stato. Ma c’è un problema logistico: la “Rai” nigeriana, infatti, ha una strumentazione obsoleta, inadatta per produzioni di alta qualità, praticamente la stessa utilizzata nel 2009 per coprire il Mondiale Under 17 ospitato dalla Nigeria.

Intanto, in attesa di un nuovo accordo, all’appassionatissimo pubblico nigeriano  (l’87% degli uomini e il 79% delle donne nigeriane segue il calcio), non resta altro che recarsi negli stadi. Tra cui anche quello di Uyo, capitale di uno degli Stati federali più poveri di tutta la Nigeria, dove su terreni “maledetti” è comparso dal nulla il Godswill Akpabio International Stadium, la nuova dimora delle Green Eagles, ma anche secondo molti opinionisti il simbolo del sistema clientelare presente nel più popoloso Paese d’Africa.

Credits
Copertina © The Guardian Nigeria
Foto 1 – Amaju Pinnick – © SportsWorldGhana
Foto 2 – Festa Bendel Insurance – © Premium Times Nigeria
Foto 3 – Momento di gioco in una gara di NPL © Vibe.ng
Foto 4 – Cerimonia accordo Aiteo-NFF © The Guardian Nigeria