Buongiorno Egitto, giorno 25

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9-12 luglio

Martedì abbiamo riposato dopo una ventina di giorni frenetici. Era tempo di sedersi e riflettere. E di fare nuove conoscenze: la sera siamo invitati a cena per festeggiare il compleanno di Jonathan Wilson, leggenda britannica del giornalismo mondiale.

Contrariati per il calendario della Coppa d’Africa che rende pressoché impossibile assistere a tutti i quarti e le semifinali, da appassionati ci registriamo per entrambe le partite del mercoledì, convinti che Senegal-Benin sarebbe finita dopo 90 minuti. Così è stato e dopo il fischio finale ci siamo diretti a tutta birra – forse non è l’espressione più adeguata al Cairo – al Cairo International Stadium per assistere a Nigeria-Sudafrica.

Troost-Ekong ha segnato il gol decisivo. Dobbiamo intervistarlo. Contattiamo l’addetto stampa della Nigeria. Nessun problema, ci dice.

Giovedì scegliamo di rimanere al Cairo. Basta viaggi, avremmo assistito a Costa d’Avorio-Algeria dal media center dell’Al Salam Stadium, dove si sarebbe giocata Madagascar-Tunisia. Ivoriani e Algerini danno vita alla miglior partita del torneo. Dispiace non essere andati a Suez alla fine, ma la vita è fatta di scelte. Madagascar-Tunisia non compensa il rimorso di aver perso un partitone, e tra l’altro ci viene negato l’accesso alla tribuna stampa. Veniamo dirottati su un’altra tribuna, accanto ai tifosi malgasci. Guardiamo l’aspetto positivo e ci godiamo il piacere di star loro vicini e ammirare l’orgoglio che provano per la loro nazionale, la grande sorpresa del torneo.

Venerdì è di nuovo giorno privo di partite, ma abbiamo l’appuntamento con Troost-Ekong alle 15 al Le Meridien Hotel, accanto all’aeroporto. William e Toyin Ibitoye, l’addetto stampa, sono puntualissimi e ci concedono tutto il tempo di cui necessitiamo. Al termine dell’intervista facciamo una foto con Ekong, gli chiediamo un’altra cosa, ma arriva una chiamata. È Igor Tudor, il “boss” come l’ha chiamato Ekong. Deve rispondere e allora ce ne andiamo.

Mentre usciamo incontriamo Marawan, un collega egiziano che avevamo perso un po’ di vista ultimamente. Ci invita a casa sua per cena. Ci accoglie la mamma, che immediatamente ci mostra tutte le tipiche caratteristiche di una mamma egiziana. Premurosa e amorevole. “Noi siamo così, i figli sono la nostra vita e gli ospiti vanno sempre accolti nel miglior modo possibile”, afferma con orgoglio. Costringe addirittura Marawan a restituirmi la mia parte del taxi che abbiamo preso per arrivare a casa sua.

Dopo cena salutiamo Marawan e la mamma e dalla fermata della metro di Giza ci dirigiamo in piazza Tahrir. Un breve giretto per osservare come la piazza e i suoi prati pullulano di gente e bambini durante la notte e torniamo a casa. Per la prima volta prima di mezzanotte. Ci sono mediamente 38 gradi al Cairo in questi giorni. Seconda doccia e a letto.

Credits
Foto ©Alija Alex Čizmić / Calcio Africano

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