Buongiorno Egitto, giorno 21

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7 luglio

È il giorno di Algeria-Guinea, e dunque è tempo di tornare allo Stadio del 30 giugno, lo stadio che porta il nome della data che diede il via al colpo di stato che depose Morsi e permise ad Al Sisi di salire al potere. Tutti, però, lo conoscono come Air Defense Stadium, “Stadio dell’Aeronautica“, dal corpo delle forze armate che lo detiene.

In questo stadio, a gestire le operazioni della distribuzione degli accrediti è uno dei peggiori personaggi della CAF, classista e mafioso. Ovviamente, come d’abitudine, arriviamo presto (alle 14) per ottenere i ticket, ma ci tocca aspettare fino alle 19.

Un giornalista britannico della Reuters ci affibbia l’appellativo di “Full Trev“, ricordandoci un vecchio dipendente dell’agenzia che solleva arrivare molto presto per qualunque evento e che divenne poi famoso nel mondo della stampa anglosassone. Ci mettiamo a studiare le due formazioni. La Guinea potrebbe essere pericolosa, ma in campo non c’è storia: l’Algeria fa sul serio e si candida a principale favorita. Bennacer la sorpresa.

8 luglio

Lunedì è il giorno dell’arrivo di Pancho, fondatore di Sporting África, l’unico spazio sul calcio africano in Argentina, e probabilmente in tutto il Sudamerica. Ci incontriamo al McDonald’s nella Downtown del Cairo e ci scambiamo subito alcuni gadget relativi ai nostri siti web.

Programmiamo i giorni a venire: la scelta delle partite a cui assistere si fa veramente dura. È triste dover rinunciare ad alcuni quarti di finale. Ci salutiamo, e noi prendiamo uno scooter Uber – ormai un’abitudine – per andare a prendere il bus per Ismailia. Il Cairo è particolarmente trafficata oggi: i bus, con le porte rigorosamente sempre aperte, raccolgono passeggeri al volo, ogni strada è un ingorgo da cui è complicato uscire, e il caldo di luglio inizia a farsi sentire.

Ghana-Tunisia è l’ultimo ottavo di finale. Si affrontano due potenze che vivono un periodo complicato. La gara è emozionante, bella battaglia. La spunta la Tunisia ai rigori, grazie anche all’intuizione di Giresse che prima della lotteria decisiva sostituisce un “disorientato” Hassan con Ben Moustapha.

Man a mano che ci avviciniamo alla finale, i giornalisti presenti si trasformano sempre più in temibili ultras. Un tunisino sviene nel bus di ritorno, forse per aver esultato troppo? Un’ambulanza lo porta all’ospedale. I colleghi tunisini ci chiedono di seguirlo per accertarci delle sue condizioni. Arriveremo al Cairo intorno alle 5. La nostra prima alba egiziana, a due passi da piazza Tahrir, è lì ad attenderci.

Credits
Foto Alex Cizmic / Calcio Africano

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