Buongiorno Egitto, giorno 18

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5 luglio

I due giorni di pausa abbiamo recuperato poco. Dunque ci svegliamo tardi e perdiamo le conferenze di Egitto e Sudafrica.

Per fortuna è venerdì ed è ora della preghiera collettiva. Le strade sono deserte, la metro va spedita e in un battibaleno siamo al Cairo International Stadium. Bisogna presentarsi in netto anticipo per prendere il ticket. Per la prima volta otteniamo l’accesso alla zona mista per un match del Senegal. Quel biglietto è oro.

Mancano ancora 7 ore alla partita. Andiamo in cerca di cibo nella fanzone allestita intorno allo stadio. Fanzone sempre vuota. “Torna quando la Coppa d’Africa sarà organizzata in un Paese dell’Africa nera”, mi dicono tanti giornalisti. “In Egitto è difficile arrivare per molti e poi c’è troppa rigidità, molti controlli, non c’è festa per le strade”. Un giorno ci sarò, rispondo sempre, inchAllah.

Registriamo un video preview per uno degli ottavi di finale, socializziamo con volontari e colleghi ed è già tempo di Marocco-Benin. Il primo ottavo di finale regala emozioni e la prima grande sorpresa del torneo. Marocco fuori. Dispiaciuti i nordafricani, contenti i senegalesi.

A proposito di senegalesi, sono pochi ma fantastici i tifosi dei Leoni della Teranga. Possiamo solo immaginare che spettacolo sarebbe vedere uno stadio pieno di tifosi così in festa. Tamburi, trombe, rifacimento di canzoni famose quali “Waka Waka” e balli incessanti.

Mané segna ancora (e sbaglia ancora dal dischetto) e il Senegal va ai quarti. Onore comunque all’Uganda e ai suoi giornalisti che ci hanno insegnato un coro di scherno molto simpatico contro i vicini Tanzania e Kenya, eliminati nella fase a gironi.

Corriamo in zona mista per prendere posto. Aspettiamo meno del solito. Passa Mané, si scatena la bagarre e una transenna rischia di cadere addosso a Sadio. Non è lui che stiamo aspettando, ma il miglior difensore della Serie A. Koulibaly arriva e si ferma ai microfoni della BBC e di testate francofone. Finisce e va avanti. Lo fermiamo e ci risponde. Iniziamo l’intervista e ci trema la mano. Con la destra teniamo il cellulare, con la sinistra teniamo la destra. È stata una bella intervista. Siamo emozionati.

Torniamo a casa con l’ultimo treno della metro. Risaliamo in superficie a Saad Zaghloul e possiamo annusare i profumi, non sempre piacevoli, delle bancarelle di cibo che stanno smontando. Pian piano arriviamo a casa a Garden City. Sono le 2, montiamo il video dell’intervista di Koulibaly. Siamo proprio contenti, ma è di nuovo ora di dormire un po’. Domani ad Alessandria si sfidano Nigeria e Camerun. Domani altro privilegio.

Credits
Foto ©Alija Alex Čizmić / Calcio Africano

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