BOTOLA PRO, IL CALCIO NEL REGNO DEL MAROCCO

Nel Botola Pro in Marocco, tra sabato e domenica si è disputata parte della sedicesima giornata, ma il big match della settimana del calcio marocchino si giocava in campo internazionale.
Nel gruppo A della Confederation Cup, l’equivalente dell’Europa League alle nostre latitudini, Hassania Agadir e Raja Casablanca si sono affrontate (1-1 il risultato) in quello che in patria sarebbe stato un match d’alta classifica.

Se per il Raja trovarsi sul podio in campionato è quasi obbligatorio, per la squadra di Agadir, capitale della regione meridionale e berberofona di Souss, è stato un dolce ritorno avvenuto nella scorsa stagione. Il terzo posto conquistato nel 2018 ha permesso ai biancorossi di qualificarsi per la seconda volta nella sua storia alla Confederation Cup.
Per l’HUS Agadir, orgoglio dei berberi di tutto il Regno, in particolare dei Chleuhs di Souss, arrampicarsi nuovamente così in alto in classifica ha significato riassaporare le gioie del biennio 2002-2003.

In quegli anni la città di Agadir, termine berbero che sta per “granaio collettivo fortificato”, salì sul trono calcistico del paese. A guidare la prima società del sud del Marocco al titolo nazionale fu Mohamed Fakhir, bandiera storica del Raja Casablanca, squadra che aveva monopolizzato il campionato dal 1996 al 2001.
Nonostante l’Hassania Agadir non sia un habitué dei piani alti, non ha sentito le vertigini e al giro di boa di questa stagione si trova addirittura al secondo posto, con un punto e una partita in più (15) proprio rispetto al Raja del neo tecnico Patrice Carteron. In testa, invece, troviamo il solito Wydad (a 30 lunghezze e 15 partite giocate), che nel weekend in Nigeria ha battuto il Lobi Stars in Champions League.

Lasciando da parte il gruppo di club impegnati in Africa (di cui fa parte anche il RS Berkane, inserito nello stesso gruppo di Hassania Agadir e Raja in Confed Cup), scendiamo qualche gradino. La classifica è abbastanza corta, ci sono 17 punti tra la prima e l’ultima. Già, l’ultima.

Per una squadra blasonata che torna a splendere, l’HUS Agadir, un’altra, il KAC de Marrakech continua a bruciarsi. Dopo un quarto e un terzo posto seguiti alla promozione nella massima divisione nel 2013, il KACM ha sempre navigato a vista nei bassifondi della classifica, riuscendo spesso a salvarsi per il rotto della cuffia.
Quest’anno i biancorossi, capaci di vincere 2 campionati, 6 coppe del Trono e 1 Coppa della CAF nella loro storia, si ritrovano addirittura ultimi a 13 punti. Posizione confermata dall’ultima sconfitta di misura subita in casa del FUS Rabat.

La situazione è preoccupante, anche se la salvezza dista quattro lunghezze: a 17 punti c’è l’Olympique de Khourigba, campione marocchino nel 2007 e vincitore sabato a Tetouan contro il Moghreb che rimane a 18. Trionfo importante quello degli uomini allenati dal neo tecnico Rachid Taoussi. L’artefice dell’ultimo periodo d’oro del Maghreb de Fès (che domani compie 60 anni), dopo cinque gare senza vittoria, ha tirato l’OCK momentaneamente fuori dalla zona retrocessione.

Ampiamente fuori dalla zona calda del Botola Pro e decisi a prendere nuovamente posto nell’élite calcistica marocchina, ci sono i campioni in carica dell’Ittihad Tanger. Vittorioso sul campo del Rapide Ouem Zem, l’IRT ha ottenuto la terza vittoria consecutiva (la seconda esterna) e si è riportato a un solo punto dal terzo posto.
Infine, nell’unica gara domenicale, il FAR Rabat – la seconda squadra più titolata del Marocco e la prima marocchina a vincere la Champions nel 1985 – ha superato per 3-1 il Difaâ El Jadida ed è salito a 18 punti (insieme ad altre tre squadre) avvicinandosi proprio ai Cavalieri di Doukkala.

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Agadir ©Siviaggia.it
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