BIZERTIN, ORGOGLIO E TRADIZIONE

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A Ben Guerdane, lo scorso week end, è arrivata la prima sconfitta in campionato, ma il Bizertin rimane l’assoluta rivelazione di questa Ligue 1 tunisina.
A Biserta, splendida città affacciata sul Mar Mediterraneo famosa per essere quella più settentrionale d’Africa, del resto, non hanno ancora abbandonato le speranze di mettere le mani su un titolo che manca dal lontano 1984.
Lo dice la classifica, tutto sommato confortante, nonostante il passo falso di Ben Guerdane: quando sta per partire la volata decisiva, i gialloneri sono terzi, alle spalle dello Sfaxien ancora imbattuto e a sei punti dalla capolista Espérance, lanciatissima verso il bis domestico.

Il Bizertin, fondato nel lontano 1928, è un club di grande tradizione con un palmarès di tutto rispetto.
Simbolo negli anni ’50 del nazionalismo tunisino – con tanto di frequenti visite in sede di Habib Bourguiba, il padre della patria tunisina, che proprio a Biserta aveva infiammato la folla con uno storico discorso nel 1952, lanciando un appello alla lotta armata contro il giogo coloniale francese – ha vinto 4 campionati (solo uno dopo l’indipendenza), 3 coppe nazionali e 1 Supercoppa di Tunisia, ma soprattutto nel 1988 ha superato in finale i nigeriani del Ranchers Bees e si è portato a casa la vecchia Coppa delle Coppe Africane, il primo trofeo continentale conquistato da una squadra tunisina.

Dal 2013 in poi, però, nonostante degli ottimi piazzamenti in campionato, sempre a ridosso delle prime, il CAB non ha vinto più nulla.
Per mettere fine al digiuno è sbarcato il quarantacinquenne Montassar Louhichi, affermatosi finalmente come comandante in capo dopo diverse esperienze da secondo. Arrivato la scorsa estate per prendere il posto di Jalel Kadri, volato negli Emirati Arabi per allenare l’Al-Imarat, Louhichi sembra aver trovato a Biserta il laboratorio ideale dove sperimentare la sua filosofia di calcio equilibrato, attirando le attenzioni delle grandi tradizionali del calcio tunisino.
Il Bizertin, schierato con un 4-5-1 prudente ma non rinunciatario, segna tanto e concede poco, potendo contare tra i pali su una garanzia come Khemais Thamri, storico capitano del club: solo Espérance ed Étoile du Sahel hanno segnato più delle venti reti realizzate dai gialloneri, che sono anche la terza difesa meno perforata del torneo, avendo subito solamente dodici reti.

Fondamentale per i “Requins du Nord“, gli “Squali del Nord”, è stato riuscire a trattenere il centravanti ivoriano Ibrahim Ouattara, imprescindibile punto di riferimento offensivo dello scacchiere di Louhichi, finito nel mirino dell’Étoile du Sahel.
L’unità di misura dell’importanza di Ouattara non sono mai stati i gol. L’ivoriano, infatti, è un centravanti atipico, col gusto dell’assist e bravo ad aprire gli spazi per gli inserimenti dei compagni, come il senegalese Aliou Cissé, centrocampista col vizio del gol e già in rete quattro volte in questo torneo. Ma è lui stesso a vedere questa cosa più come un limite che come una virtù: “Sono un po’ troppo generoso con i miei compagni. Da attaccante, forse, dovrei essere più egoista”, ha ammesso candidamente.
Per questo forse l’ex attaccante dello Stade d’Abidjan non segna molto, ma quando lo fa sono spesso gol pesanti, come quello siglato recentemente nel 2-2 con l’Espérance:

Mi sento a mio agio nel campionato tunisino. Sogno di vincere un trofeo, ma anche il titolo di capocannoniere, entro la fine del mio contratto“,

ha confessato l’ivoriano al portale Fratmat.info.

Difficile, invece, a fine stagione sarà respingere le sirene per Mohabed Habid Yaken, promettente laterale corteggiatissimo dall’Espérance di Tunisi.
Il Bizertin, insomma, rischia di veder partire un altro gioiello dopo aver salutato a gennaio Zied Ounalli, vero dominus cabistes della prima parte di stagione: l’ala sinistra dal grilletto facile, infatti, si è appena trasferito in prestito ai sauditi dell’Al-Batin.

Prima di allora, però, a Biserta vogliono rispolverare la bacheca, a digiuno dal 2013, quando i gialloneri hanno battuto il La Marsa nella finale di Coppa di Tunisia. Un’occasione per tornare a festeggiare potrebbe presentarsi già il 2 aprile prossimo. Quel giorno, infatti, sarà proprio il Bizertin (semifinalista dell’ultima coppa nazionale), dopo i rifiuti di Club Africain ed Étoile du Sahel, a sfidare i campioni dell’Espérance di Tunisi nella finale di Supercoppa tunisina in programma in Qatar.

Credits
Copertina ©Deskgram
Foto 1 – storia del Bizertin ©Youtube
Foto 2 – giocatori del Bizertin ©Cab-officiel.com

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