AFROZAPPING: COPPE E CAMPIONATI

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SUDANL’AL-HILAL VUOLE GIOCARE IN ETIOPIA – La sfida tra i sudanesi dell’Al-Hilal ed i tunisini dell’Étoile du Sahel, valida per i quarti di finale di CAF Confederation Cup, si sarebbe dovuta giocare nel weekend, ma cause di forza maggiore ne hanno suggerito il rinvio alla prossima settimana. Dietro lo slittamento ci sono le turbolenze socio-politiche di questo momento in Sudan, dove un colpo di stato militare ha appena posto fine al regime trentennale di Omar Al Bashir, scatenando l’entusiasmo nelle strade di Kartum. La CAF ha individuato il Petro Sport Stadium del Cairo come nuova sede del match, ma i sudanesi, chiamati a ribaltare il pesante 3-1 incassato la settimana scorsa a Susa, hanno espresso il desiderio di poter giocare ad Addis Abeba, in Etiopia, non senza prima aver fatto un tentativo andato a vuoto per riportare il match in Sudan, assicurando di poter garantire sicurezza e ordine pubblico.

TUNISIA, L’OMISSIONE DELLA DISCORDIA – Collera della federazione tunisina nei confronti di quella egiziana per una questione legata ai sorteggi dei gironi della coppa d’Africa. Al centro della polemica è finita un’omissione, chissà quanto innocente e involontaria. Durante la cerimonia, tenutasi all’ombra delle incantevoli piramidi di Giza, infatti, è stato trasmesso un documentario in cui si ripercorreva brevemente la storia della competizione, ma non è stato dedicato neanche un frame alle tre edizioni ospitate dalla Tunisia, compresa quella trionfale del 2004: “Nel video si vede la finale che abbiamo perso con il Sudafrica nel 1996, ma non vengono mostrate le edizioni che abbiamo ospitato, inclusa quella del 2004. Meritiamo maggior rispetto“, hanno tuonato le Aquile di Cartagine in un comunicato ufficiale.

GUINEA, GRAVE INFORTUNIO PER N’DIAYE – Piove sul bagnato in casa Horoya. Negli ultimi minuti del quarto di finale di CAF Champions League con il Wydad, sul punteggio di 5-0 per i marocchini e la qualificazione ormai sfumata, il portiere senegalese Khadim N’Diaye si è scontrato con un suo compagno di squadra, riportando una doppia frattura di tibia e perone. Il Marocco si è subito offerto di sostenere tutte le spese mediche del caso e N’Diaye, da un letto dell’ospedale di Rabat dove è stato operato, ha tranquillizzato tutti, promettendo di tornare più forte di prima: “Uno dei miei amici, Demba Ba, ha avuto lo stesso infortunio, ma è tornato più forte di prima“. Bello anche il gesto dell’Horoya, che non ci ha pensato due volte a prolungare il contratto di N’Diaye all’indomani dell’infortunio, mostrando così vicinanza e fiducia al proprio numero uno.

CAF, FINISCE LA DINASTIA FAHMY – Cambio ai vertici del Segretariato Generale della confederazione calcistica africana. Come confermato anche dal presidente Ahmad Ahmad durante la cerimonia dei sorteggi della Coppa d’Africa, il marocchino Hajji Mouada ha preso il posto dell’egiziano Amr Fahmy, ponendo fine ad una dinastia lunga tre generazioni. Amr, in carica dal novembre 2017 e licenziato la scorsa settimana, è figlio d’arte: Mourad, il nonno, era stato segretario generale della CAF dal 1961 al 1982, cedendo il posto al figlio Mustapha, il papà di Amr, che ha occupato quella poltrona sino al 2010.

LIBERIA, LA DISCESA SENZA FINE DELL’INVINCIBLE 11 – L’Invicible Eleven, fondato nel 1943 a Monrovia, è il club più antico della Liberia, nonché il secondo club d’esordio dell’attuale presidente George Weah, ma da ormai un po’ di tempo ha acquisito lo status di “nobile decaduta“. La discesa verso gli inferi degli “Yellow Boys“, che hanno vinto il loro ultimo trofeo nel 2011 (Liberian cup), sembra essere inarrestabile. L’Invincible Eleven, già finito in serie B negli scorsi anni, infatti, è stato appena retrocesso in terza divisione. Ma, stavolta, non per demeriti di campo: il procedimento è scattato in seguito al mancato pagamento di una multa ricevuta dagli Yellow Boys come sanzione per non essersi presentati ad una gara in trasferta con il Nimba Kwado.

Credits
Copertina ©Wardoon

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