AFROZAPPING: COPPE E CAMPIONATI

LIBERIA, PAURA EBOLA – Alla Liberia basta un pareggio per tornare in Coppa d’Africa dopo diciassette anni. Nell’ultimo turno di qualificazione affronterà la Repubblica Democratica del Congo, ma c’è un problema. La federazione liberiana, infatti, non sembra intenzionata a volare a Kinshasa e ha chiesto alla CAF di cambiare la sede dell’incontro.
Motivo: l’epidemia d’ebola, scoppiata nel nord-est del Paese, che ha già mietuto oltre 500 vittime secondo gli ultimi dati forniti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I dirigenti liberiani ricordano il precedente del 2014, quando per lo stesso motivo in Liberia e in altri Paesi della fascia occidentale furono vietate le partite internazionali, e battono il tasto sull’emotività dei giocatori, spiegando come questo potrebbe influire negativamente sulle prestazioni dei giocatori: “Basandoci sulla nostra esperienza, riteniamo che ciò potrebbe causare un impatto psicologico negativo sulle menti dei nostri giocatori”, ha dichiarato preoccupato il segretario generale della LFA Isaac Montgomery.
Il problema è reale, tanto che nello scorso autunno l’ente per la salute globale dell’ONU ha dichiarato questo focolaio come il secondo più grande della storia, ma difficilmente la CAF asseconderà la richiesta delle Lone Stars: la capitale Kinshasa, infatti, è molto distante dalle aree colpite dal virus.

ALGERIA, FROGER VITTIMA DEL DERBY – Nonostante l’USM Alger mantenga la vetta della classifica in Ligue 1, con cinque punti di margine sulla JS Kabylie seconda, la sconfitta nel derby è stata fatale a Thierry Froger: l’allenatore francese, ex Lille e Reims tra le altre, è stato infatti esonerato dal club rossonero. Probabilmente Froger, sostituito ad interim da Azzedin Rahim, paga anche l’eliminazione in Coppa d’Algeria subita per mano del Sétif.


TANZANIA, UN PREMIO PER CHAMA – Con un gol nel finale di Clatous Chama, il Simba ha piegato il Vita Club, guadagnandosi un posto nei quarti di finale a sedici anni di distanza dall’ultima volta, ma l’allenatore Patrick Aussems getta acqua sul fuoco e guarda al futuro: “Siamo a 180 minuti dal nostro sogno, quello di entrare in semifinale. Non è il momento di cullarci sugli allori”. La qualificazione ha gonfiato il portafoglio di tutti. Mo Dewiji, il patron degli Msimbazi Reds, ha infatti mantenuto le promesse economiche della vigilia, riconoscendo 200 mila dollari alla squadra come premio-partita, senza considerare i 35 mila di bonus versati agli autori dei due gol.

SOMALIA, ARRIVA HAYFORD – Cambio sulla panchina della nazionale somala. Al timone delle Ocean Stars, che non vedono l’ora di tornare a grandi palcoscenici internazionali, non ci sarà più l’ugandese Mawa Haruna, ma il ghanese Bashir Hayford. Una garanzia: il nuovo commissario tecnico della Somalia, infatti, ha già allenato con discreti risultati Asante Kotoko, Ashanti Gold e le Black Queens, com’è conosciuta la nazionale femminile ghanese.

MAROCCO, STORICO AGADIR – Il Raja Casablanca ha passeggiato sui congolesi dell’Otoho d’Oyo, vincendo per 4-1 l’ultima gara del girone, ma non è bastato ai Verdi per evitare una clamorosa eliminazione. Se i campioni dell’ultima edizione piangono, però, ad Agadir si festeggia. Battendo 1-0 il Berkane con gol di Youssef Alfahli, l’HUSA ha centrato una storica qualificazione ai quarti di finale, volando a braccetto col Berkane alla fase ad eliminazione diretta e lasciando a bocca asciutta il Raja Casablanca: “Questa vittoria ci permetterà di avere più fiducia nel futuro”, ha dichiarato visibilmente raggiante Habib Sidinou, il presidente dell’HUSA.

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